Pubblicato il: 26 Ott 2020

App di tracciamento dei contatti e altre tecnologie digitali in tempo di COVID-19: il delicato equilibrio tra condivisione dei dati personali e la protezione della privacy

Marianna Fava

Clinical Research Support

La pandemia da COVID-19 ha provocato una notevole pressione sui sistemi sanitari e ha richiesto un importante sforzo da parte dei governi di tutto il mondo. 

Com’è noto il nuovo virus che causa il COVID-19 (il coronavirus-2 della sindrome respiratoria acuta grave, SARS-CoV-2), ha un’alta trasmissibilità e non sono disponibili un vaccino o una terapia antivirale mirata. Gli unici strumenti per limitarne la diffusione sono il contenimento e la mitigazione (intesa come riduzione della severità della pandemia). Un gruppo internazionale di ricercatori ha recentemente pubblicato su Lancet un’interessante analisi sulle misure messe in atto dai governi dei paesi per mantenere una bassa mortalità pro-capite. 

Per la prima volta nella storia nei differenti paesi è utilizzata massivamente la tecnologia digitale per la pianificazione e tracciamento, la sorveglianza dei soggetti infettati, lo screening per l’infezione, il tracciamento dei contatti, la quarantena e l’auto-isolamento, la gestione digitale delle risorse sanitarie e dell’erogazione delle cure mediche. Per ogni strategia l’articolo riporta il campo di applicazione, il tipo di tecnologia digitale messa in campo, i paesi che l’hanno usata, i vantaggi e gli svantaggi. 

A partire da modelli previsionali costruiti ad hoc integrando megadati (Big Data), intelligenza artificiale (AI), algoritmi e machine-learning, mappe di migrazione, acquisizione di dati in tempo reale da smatphones e tecnologia indossabile è stato possibile per esempio allocare in tempo le risorse sanitarie (posti letto, personale sanitario e di materiali sanitari consumabili) dove potevano essere più necessarie. Ogni nazione ha gestito diversamente l’emergenza COVID-19 e ha utilizzato uno o più tecnologie digitali con vario successo: Corea del Sud, Taiwan, Islanda, Germania, Singapore, Cina, Australia, USA, Irlanda, Svezia sono stati presi ad esempio. I dati raccolti suggeriscono che i risultati ottenuti siano strettamente legati alla strategia messa (o non messa) in atto e alla stretta integrazione tra tecnologia digitale, politica e assistenza sanitaria.

Situazione epidemiologica a Singapore al 26 ottobre
Situazione epidemiologica in Italia al 26 ottobre

Il tracciamento

Il tracciamento è stato usato da Cina, Singapore, Svezia, Taiwan e USA. Per esempio Taiwan ha agito con tempestività, effettuando controlli sanitari agli aeroporti per i passeggeri degli aerei provenienti da Wuhan incrociando i dati con quelli dei registri dell’immigrazione e dei database delle assicurazioni sulla salute, in modo da isolare da i soggetti infetti. 

L’emergenza COVID-19 ha alimentato l’innovazione delle infografiche per la visualizzazione del carico della malattia: esempi sono UpCode, (https://co.vid19.sg/singapore/.)  HealthMap (https://www.healthmap.org/en/.) e l’infografica dedicata della John Hopkins University (MD, USA) ( https://coronavirus.jhu.edu) che vengono utilizzate per estrapolare statistiche di vario tipo con l’utilizzo dell’AI.

L’AI non è esente da limitazioni e necessita di un training con il set di dati COVID-19. Tale training serve ad allenare l’algoritmo per il machine-learning ed è necessario per rendere l’AI autonoma nel processamento di nuovi dati. La scelta del set di dati iniziali richiede attenzione. Nel caso specifico bisogna prendere un set di dati rappresentativo del paese del quale si vogliono analizzare i dati (il modello cinese è ovunque utilizzabile) e non usare dati provenienti da troppe fonti perché hanno troppo rumore (noise) che provoca l’overfitting (ndr: fenomeno attraverso il quale un modello si adatta comunque a una distribuzione di dati, perché ha un numero eccessivo di parametri rispetto alle osservazioni. In questo caso prima di allenare l’algoritmo di machine-learning bisogna pulire i dati dal rumore. Ne usciranno algoritmi con i quali verranno processati i nuovi dati in tempo reale e si otterranno previsioni più affidabili sull’andamento futuro del fenomeno analizzato).

Vantaggi: rappresentazione visiva della diffusione, gestire le restrizioni alle frontiere, allocare le risorse, fare previsioni. Rischi: violazione della privacy, costi alti, necessità di regole e complessità della gestione.

Lo screening

Lo screening inteso come uso sistematico di tecnologie per il rilevamento dell’infezione, quali termoscanner e test per il COVID-19, è stato usato in Cina, Islanda, Singapore e Taiwan. I vantaggi sono di fornire informazioni sulla prevalenza della malattia e sulla patologia e di indentificare i soggetti a cui fare i test, tracciare i contatti e applicare l’isolamento. Gli svantaggi sono: potenziale violazione della privacy, costo elevato, necessità di personale formato, non rilevamento delle infezioni asintomatiche.

La gestione clinica

La gestione clinica è stata utilizzata da Australia, Canada, Cina, Irlanda e USA.  Con l’aiuto dell’AI, di machine-learning e la possibilità di interrogare ampi database di Imaging in Cina sono state effettuate previsioni sull’incidenza della malattia a partire da TC e RX toraciche e guidare decisioni mediche e allocazione di risorse. Inoltre in vari paesi il paziente è stato gestito a distanza (video-conferenze e monitoraggio digitale) contenendo gli accessi ospedalieri e raggiungendo di fatto più malati. Rischi: cattive diagnosi, malfunzionamenti delle apparecchiature, violazione della privacy e costi per il sistema sanitario.

Contact tracing

Il tracciamento dei contatti (contact tracing)è il processo di identificazione delle persone che possono essere entrate in contatto con persone infettate ed è una forma di monitoraggio della diffusione dell’infezione attraverso la posizione. È riconosciuto da tutti che la tempestività nell’identificazione dei soggetti infettati sia un elemento fondamentale per arginare la diffusione dell’infezione. Per tale ragione paesi come Regno Unito, Australia, Singapore, Corea del Sud e altre nazioni hanno già in uso sistemi basati su smartphone, smartwatch, braccialetto elettronico e applicazioni (app) e altri li stanno valutando. I sistemi di tracciamento dei contatti sono basati su tecnologie GPS, Bluetooth o simili e telefonia mobile; con l’intelligenza artificiale (AI) e il machine-learning i dati vengono processati in tempo reale al fine, per esempio, di fare una stima del rischio individuale di aver contratto il COVID-19. Se necessario, il sistema invia in automatico all’utente messaggi personalizzati di segnalazione (behavoural messages). I vantaggi del tracciamento dei contatto sono la velocità di processazione dei dati e la segnalazione automatica ai soggetti. I rischi sono i possibili falsi positivi (es. le persone risultano contigue anche se separate da un vetro) e i falsi negativi (es: le persone non possiedono o non portano con sé il dispositivo o lo hanno spento), la raccolta indiscriminata di dati personali, la violazione della privacy, la possibilità di un controllo eccessivo da parte dei governi. Questa strategia è sicuramente potente ma controversa. Dei ricercatori che fan parte del team che ha sviluppato l’app di avvertimento di rischio COVID-19 per il Canada hanno scritto un interessante articolo e hanno stilato le raccomandazioni per il design dell’app finalizzato alla tutela degli utilizzatori.

Recenti proiezioni suggeriscono che affinché un’app sia efficace contro la pandemia da COVID-19 è necessario che almeno il 56% della popolazione del paese la scarichi e l’utilizzi decidendo di condividere tutti i dati. In democrazia l’azione coercitiva non è accettata ed è necessaria quindi un’adesione volontaria della popolazione. Questo è un punto nevralgico del sistema. Gli sviluppatori di cui sopra, che chiaramente perorano l’utilizzo dell’app, ritengono che sia necessario progettare applicazioni sicure e fare una campagna di comunicazione che aumenti la fiducia della popolazione nei confronti delle stesse app. Le raccomandazioni per un buon design dell’app comprendono un utilizzo responsabile e consapevole (informato) da parte dei fruitori, il rispetto della protezione dei dati personali, il monitoraggio da parte di organo indipendente (ndr: in Italia il garante della Privacy) e che i dati condivisi con le istituzioni sanitarie pubbliche, il governo o altri gli enti pubblici o privati coinvolti siano preprocessati in modo da rimuovere i dati identificati e sensibili non necessari. Le raccomandazioni sono in linea con il Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali (GDPR, ndr) e con le misure applicate in Europa (quali la conservazione per soli 14 giorni dei dati dell’app e la cancellazione dei dati non essenziali a fine pandemia). 

Quarantena e isolamento volontario

Quarantena e isolamento volontario: In paesi quali Australia, Cina, Islanda, Corea del Sud e Taiwan è stato usato il sistema di autoisolamento associato a sistemi di localizzazione dei soggetti sintomatici. La Cina ha adottato il sistema di codici a risposta rapida QR Code. Vantaggi: isolare i focolai e limitare gli spostamenti. Rischi: violazione delle libertà civili, potenziale limitazione dell’accesso a cibo e servizi essenziali, rischio di provocare gravi problemi socioeconomici, possibilità di essere aggirato. 

Conclusioni

Le conclusioni dello studio pubblicato su Lancet è che l’integrazione delle tecnologie digitali nelle politiche contro la pandemia potrebbe essere una delle caratteristiche comuni dei paesi che hanno appiattito le curve di incidenza del COVIS-19 e che hanno mantenuto bassi tassi si mortalità. Le risposte complessive delle nazioni che hanno contenuto e mitigato con successo la malattia possono essere da stimolo per gli stati che sono ancora impegnati con l’incremento dei casi. In generale sono comunque necessari investimenti in tecnologie e infrastrutture da parte dei settori privati e dei governi per aumentare la fruizione delle tecnologie digitali, riducendo le disparità tra paesi (o fette di popolazione) con elevato accesso alle tecnologie digitali rispetto a quelli che hanno un accesso ridotto a causa di un basso reddito o di fattori geopolitici. Infine è necessario prestare attenzione al benessere delle persone in particolare alla salute mentale e all’accesso a cibo ed acqua e al rispetto dei diritti civili. 

Bibliografia

Whitelaw S, Mamas MA, Topol E, Van Spall HGC. Applications of digital technology in COVID-19 pandemic planning and response. [Published Online June 29, 2020]. Lancet Digital Health 2020. S2589-7500(20)30142-4.https://doi.org/10.1016/S2589-7500(20)30142-4

Bengio Y, Janda R, Yu YW, Ippolito D, Jarvie M, Pilat D, Struck B, Krastev S, Sharma A. The need for privacy with public digital contact tracing during the COVID-19 pandemic. [Published OnlineJune 2, 2020]. Elsevier. S2589-7500(20)30133-3. https://doi.org/10.1016/S2589-7500(20)30133-3.


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