Pubblicato il: 15 Giu 2020

Attività antimicrobica dei farmaci anti acne: antibiotici o non-antibiotici?

Presso l’Istituto di Bioscienza Molecolare dell’Università del Queensland è stata condotta un’analisi comparativa per confrontare l’attività antimicrobica dei più comuni farmaci per il trattamento dell’acne, valutandone l’impatto sia sui batteri Propionibacterium acnes che su altri batteri cutanei che vengono influenzati dalle terapie anti acne.

I risultati dei saggi di microdiluizione in brodo hanno evidenziato che i farmaci topici disegnati specificatamente come antibiotici (tetraciclina, eritromicina, oxacillina e clindamicina) avevano maggiore potenza sia contro ceppi aerobi che anaerobi; tuttavia l’eritromicina, l’oxacillina e la clindamicina mostravano una sostanziale perdita di attività contro ceppi resistenti quali MRSA e MDR S. pneumoniae

I trattamenti anti-acne non a base di antibiotici (acido salicilico, acido azelaico e benzoil perossido) avevano invece una potenza più bassa (circa 1000 volte inferiore a quella degli antibiotici), ma la loro attività antimicrobica era mantenutaanche contro ceppi resistenti quali S. aureusS. epidermidis e S. pneumoniae. Secondo gli autori i farmaci non antibiotici ad azione esfoliante, che agiscono tramite diverse meccanismi d’azione, potrebbero essere utili nel caso di sviluppo di batteri resistenti o addirittura essere usati in alternativa agli antibiotici per evitare la comparsa di ceppi resistenti.


Fonte :Blaskovich MAT, Elliott AG, Kavanagh AM, et al. In vitro Antimicrobial Activity of Acne Drugs Against Skin-Associated Bacteria. Sci Rep. 2019 Oct 10;9(1):14658. doi: 10.1038/s41598-019-50746-4. 


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