Sulla base della semeiologia, lo SE può essere classificato in convulsivo e non convulsivo (NCSE). Lo NCSE può avere modalità di presentazione clinica altamente variabili. L’elettroencefalogramma (EEG) è fondamentale nella diagnosi dello NCSE, poiché la sua presentazione clinica è spesso subdola o aspecifica

Lo stato epilettico (SE), massima espressione dell’attività elettrica cerebrale incontrollata, è entrato a far parte della classificazione delle crisi epilettiche dell’ILAE del 1970, venendo definito come “una crisi che persiste per un lasso di tempo sufficiente o che si ripete abbastanza frequentemente da determinare una condizione continuativa e duratura”.
Nel corso degli anni la definizione di SE è stata rimaneggiata e rivista sino a quella più recente di Trinka e collaboratori, secondo cui lo SE può essere definito come “la condizione in cui falliscono i meccanismi che determinano la fine di una crisi epilettica o ne vengono attivati altri diversi responsabili di un prolungamento anomalo della durata di una crisi epilettica”.