Article 30 maggio 2022

Curare il glaucoma grazie alle “lenti intelligenti”

Il glaucoma è una patologia cronica progressiva dell’occhio. Si stima che in Italia ne siano affette 1 milione e 200 mila persone. Questa patologia è causata da un danno irreversibile al nervo ottico che può limitare il campo visivo e, se non trattata per tempo, può portare alla perdita della vista. Questo danno è generalmente dovuto ad un aumento patologico della pressione intraoculare (IOP: IntraOcular Pressure) generato da una eccessiva produzione della quantità di umor acqueo presente nella camera anteriore dell’occhio, o ad una difficoltà del suo deflusso.

Oltre alla chirurgia ed al trattamento laser, per la terapia del glaucoma vengono utilizzati farmaci in grado di diminuire l’IOP e dunque arrestare la progressione dei danni al nervo ottico. Di conseguenza, un monitoraggio continuo dell’IOP è necessario al fine di identificare eventuali fluttuazioni ed aggiustare il trattamento di conseguenza.

Sarebbe dunque ideale avere un dispositivo in grado di monitorare l’IOP e rilasciare farmaci in grado di abbassare la pressione oculare al bisogno. Questo dispositivo è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori cinesi, ed i risultati preclinici sono stati recentemente pubblicati su Nature Communications.
Il progetto, guidato da un team di bioingegneri, ha ideato delle “lenti a contatto intelligenti” per il trattamento del glaucoma, in grado di rilasciare i farmaci nell’occhio on demand. Grazie a dei rilevatori molto sensibili queste lenti sono in grado di misurare la pressione interna dell’occhio. Questa è soggetta a fluttuazioni giornaliere dovute ai ritmi circadiani (gli stessi che regolano sonno-veglia e appetito), oltre che a comportamenti individuali. Dunque, l’identificazione della condizione terapeutica ideale richiederebbe un monitoraggio costante, effettivamente permesso da queste nuove lenti.
Ma c’è di più, queste lenti, capaci di combinare diagnostica e terapia, sono anche in grado di rilasciare l’appropriata dose di medicinale anti-glaucoma (come la brimonidina) al bisogno. Il circuito wireless che percepisce la differenza in IOP attiva una corrente elettrica la quale, all’aumentare dell’intensità, stimola il rilascio della molecola usata per il trattamento. Il sistema sfrutta la carica positiva della molecola per farla migrare attraverso le barriere corneali grazie alla corrente elettrica, che rimane in ogni caso a bassissima intensità e non provoca dannosi aumenti di temperatura nell’occhio.
Si è visto, inoltre, che questo tipo di rilascio mantiene i livelli pressori sotto controllo più a lungo rispetto all’applicazione manuale delle gocce.
I primi test su maiali e conigli hanno dimostrato l’efficacia e le potenzialità di questo sistema.

Nonostante finora siano state testate solo in fase preclinica, queste lenti hanno tutte le carte in regola per funzionare. Sono infatti abbastanza sensibili per rilevare i cambiamenti di pressione intraoculare e rilasciare la giusta dose di farmaco senza bloccare la vista o irritare l’occhio. In aggiunta, se dovessero risultare efficaci nell’uomo, sarebbe possibile immaginare una loro produzione a livello industriale in quanto le loro caratteristiche li rendono compatibili con gli attuali processi di manifattura su larga scala. Di conseguenza, anche i costi rimarrebbero accessibili. Inoltre, questo tipo di lenti potrebbe rappresentare il prototipo per una nuova serie di dispositivi medici, modificando l’approccio terapeutico per le patologie oculari per renderlo sempre più personalizzato e on demand.

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