Article 17 dicembre 2021

I nuovi scenari nella gestione della BPCO e la nota 99: un corso ECM approfondisce queste tematiche

L’introduzione della Nota AIFA 99, eliminando il piano terapeutico per le associazioni duplici precostituite, dà al Medico di Medicina Generale l’opportunità, una volta confermato il sospetto diagnostico con un esame spirometrico di primo livello, di istaurare le opportune terapie nella fase acuta della malattia e pianificare in tempi adeguati una consulenza specialistica. 

Ecmclub, in data il 14 dicembre 2021, ha organizzato un interessante webinar in live streaming accreditato ECM dal titolo “Nuovi scenari diagnostici-terapeutici nella Gestione della BPCO” allo scopo di fare chiarezza su quale sarà il ruolo del Medico di Medicina Generale nella diagnosi e nel trattamento della BPCO alla luce della nuova nota AIFA 99.

All’evento hanno aderito esponenti di primo livello in materia; questi hanno affrontato e discusso del ruolo della spirometria nella diagnosi, nella stadiazione e nel monitoraggio della BPCO; della terapia farmacologica inalatoria per la BPCO; della scelta del device per una migliore aderenza terapeutica; dell’abilitazione dell’MMG alla spirometria semplice.

Il dottor Francesco Paolo Lombardo, Specialista in Tisiologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio, Medico di Medicina Generale, Responsabile Area Pneumologica SIMG Regione Sicilia, Palermo, nella sua relazione ha introdotto sia i punti di forza della nota 99 sia le sue criticità.

Durante il suo intervento, il Dr. Lombardo, oltre a illustrare le diverse ragioni per le quali l’esame spirometrico è necessario nella primary care, ha indicato quali sono i parametri che il MMG deve considerare per una diagnosi di BPCO mediante spirometria, nonché come interpretare questi risultati e soprattutto quali potrebbero essere le criticità nell’effettuare questo test diagnostico.

Il Prof. Giuseppe Insalaco, Responsabile centro per la diagnosi e cura dei disturbi respiratori nel sonno del CNR-IRIB, I Ricercatore T.I. CNR-IRIB (Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica) di Palermo, ha invece affrontato la tematica relativa all’appropriatezza terapeutica dei farmaci inalatori, i quali devono essere prescritti sulla base sia del profilo di severità del paziente sia degli obiettivi terapeutici che il clinico vuole raggiungere. Inoltre, sempre il Prof. Insalaco ha indicato la presenza di diversi aspetti contraddittori tra quanto viene riportato nella nota AIFA e l’attuale scenario pandemico. Infatti, mentre tutte le raccomandazioni internazionali dichiarano di limitare solo ai casi essenziali l’utilizzo della spirometria in questo momento storico, la nota AIFA 99 sostiene che è indispensabile effettuare la spirometria non solo per la diagnosi ma anche per il mantenimento della terapia.

La terapia della BPCO si basa fondamentalmente sull’utilizzo di farmaci inalatori, che sono disponibili con diversi principi attivi e diversi device; proprio al problema del device dedica parte del suo intervento il Prof. Federico Lavorini, Professore Ordinario Malattie dell’Apparato Respiratorio, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze: "Lo sforzo inspiratorio necessario, a livello ideale, per assumere correttamente il farmaco con alcuni dispositivi è di 4 kilopascal. Molti pazienti con BPCO non sono in grado di sviluppare questo sforzo inspiratorio e questo può avere degli effetti sulla respirabilità di un farmaco inalato."

La BPCO è stata responsabile, nell’epoca prepandemia, di oltre 100.000 ricoveri ordinari e di quasi 3400 ricoveri in day hospital. "In quest’ultimo anno, siamo però passati, per la BPCO, da 10,1 accessi anno a 2,2 accessi anno; abbiamo perso quindi 10-12.000 contatti, con possibili conseguenze future" ha concluso il Dr Ovidio Brignoli, Medico di Medicina Generale e Vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie – SIMG, Brescia.

Tra i diversi spunti di riflessione che sono emersi dalle relazioni dei quattro docenti, la questione relativa all’opportunità di iniziare una terapia inalatoria prima dell’esame spirometrico ha alimentato in maniera importante e consistente il dibattito tra i docenti presenti. 

"Attualmente la spirometria è fondamentale per la diagnosi, ma sono spesso necessari mesi per poter effettuare una spirometria” rivela il Prof. Insalaco che prosegue sostenendo che “non è possibile aspettare mesi per iniziare la terapia e quindi il punto diventa come giustificare la nostra prescrizione; è necessario descrivere correttamente il quadro clinico e la motivazione della prescrizione. Serve una relazione; anche in assenza di spirometria, io andrei avanti nella prescrizione, giustificandola" ha concluso il Prof. Insalaco. 

Dello stesso parere è il Dr. Lombardo “Non è etico lasciare un paziente in attesa della terapia per mesi o anche anni, per cui prescrivo la spirometria e nell'attesa mi potrei trovare costretto a iniziare la terapia"

La versione video-registrata dell’evento è disponibile sulla piattaforma ecmclub.org in versione FAD asincrona fino al 14 dicembre 2022.

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Marta 02.09.2022

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