Article 27 settembre 2022

Ictus: nuova Linea Guida per la gestione della stenosi carotidea

Le arterie carotidi sono due grossi vasi sanguigni situati ai due lati del collo che, insieme alle arterie vertebrali, irrorano il sistema nervoso centrale e le strutture facciali. Un loro restringimento, detto “stenosi carotidea”, può provocare un evento di ictus poiché, ostacolando il flusso sanguigno, riduce l’apporto di ossigeno al cervello.

La stenosi carotidea è causata principalmente dall’aterosclerosi, una condizione patologica caratterizzata da alterazioni della parete delle arterie, la quale perde elasticità a causa della formazione di placche costituite da lipidi.
I fattori di rischio per questa condizione sono diversi, tra cui ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete mellito, abitudine al fumo, obesità e familiarità per eventi ischemici. I soggetti più a rischio sono gli ultrasessantenni e quelli di sesso maschile, con uno o più fattori di rischio cardiovascolari.

Ogni anno, in Europa, si registrano un milione e 400mila nuovi casi di ictus, circa 150mila in Italia. I numeri restano elevati, soprattutto nei Paesi ad alto e medio reddito, nei quali rappresenta la prima causa di invalidità, la seconda di demenza e la terza di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie.
La diagnosi precoce è uno strumento fondamentale per prevenire complicanze serie e, talvolta, irreversibili, a livello cerebrale. L’ecocolordoppler rappresenta il primo strumento utile per valutare la possibile presenza di occlusioni a livello carotideo e per prendere provvedimenti importanti di salute, qualora l’esito lo renda necessario.

Proprio per poter sottolineare l’importanza di una diagnosi precoce e di un corretto regime terapeutico, su invito del Ministero della Salute, alcune delle principali società scientifiche hanno pubblicato di recente, nel Sistema Nazionale delle Linee Guida, una nuova Linea Guida per la gestione della stenosi carotidea, allo scopo di migliorare la prevenzione dell’ictus cerebrale ischemico. Per la prima volta nella storia, alla stesura delle nuove Linee Guida ha partecipato anche l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (la Federazione A.L.I.Ce.Italia ODV). Un passo molto importante è stato il coinvolgimento dell’Associazione Pazienti, poiché rappresenta il superamento di una visione, in cui il paziente veniva considerato oggetto di studio, mentre ora è diventato un soggetto attivo nelle decisioni di una buona pratica clinica. In questo modo, le Associazioni Pazienti possono incidere in modo determinante su ogni aspetto, dall’assistenza alla definizione di percorsi assistenziali, dalla tutela della qualità di vita alla valutazione dei servizi.

Questo nuovo documento di indicazioni e raccomandazioni sulla prevenzione e trattamento in pazienti con patologia della carotide considerati a rischio di ictus è rivolto a Medici di Medicina Generale, Medici Specialisti, quali Chirurghi Vascolari ed Endovascolari, Neurologi, Angiologi, Internisti, Radiologi, Cardiologi, Anestesisti, ma anche a pazienti, familiari e caregiver, nonché a decisori pubblici ed esperti del settore.
Condividere le più opportune indicazioni tra medici generali o di specifica competenza è fondamentale per la buona pratica clinica e questo è ulteriormente vero quando le informazioni vengono condivise con i pazienti.

Dunque, queste Linee Guida rientrano nell’ambito della cosiddetta “nuova Medicina Personalizzata”, che prevede un approccio volto alla prevenzione, diagnosi, cura e monitoraggio della malattia a seconda delle caratteristiche genetiche, e non solo, della singola persona.

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Interessantissimo, 10.14.2022

palalina@tiscali.i

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