Article 26 aprile 2022

Le terapie CAR-T per la cura dei gliomi inoperabili

I gliomi sono tumori cerebrali di aspetto e presentazione variabili, ma accomunati dalla stessa sede di origine, ossia il sistema nervoso centrale.

Tra i gliomi più rappresentati in età pediatrica si configurano quelli diffusi della linea mediana, dovuti, quasi sempre, ad una mutazione della proteina H3K27M. Questi tumori crescono e si espandono nelle strutture mediane del cervello, interessando, in particolar modo, il ponte, la parte del tronco encefalico che regola l’attività delle funzioni vitali, come il respiro ed il battito cardiaco. Sono molto aggressivi: crescono rapidamente, si infiltrano in profondità e, a causa della loro sede, non possono essere asportati chirurgicamente.

In Italia, vengono diagnosticati circa 20-25 casi di gliomi localizzati nel ponte in età pediatrica, soprattutto tra i 5 ed i 10 anni. Purtroppo, oggi, non esiste ancora un trattamento efficace e meno del 5% dei bambini che ne sono affetti sopravvive a 5 anni dalla diagnosi.

La speranza di aver trovato finalmente una cura vincente per questo tipo di tumori cerebrali nei bambini arriva da un recente studio, pubblicato su Neuro-Oncology, eseguito da un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Policlinico Gemelli e l’Institute of Cancer Research di Londra.

Gli scienziati hanno sperimentato in laboratorio una nuova terapia di combinazione, genica e farmacologica, che si è dimostrata in grado di inibire la crescita dei gliomi diffusi della linea mediana.

Partendo da cellule tumorali di pazienti affetti da glioma, sottoposti a biopsia, e servendosi di modelli animali, i ricercatori hanno individuato una terapia antitumorale mai sperimentata prima: una terapia di combinazione di un farmaco sperimentale (il Linsitinib) e di cellule CAR-T.

Quello che gli studiosi sono riusciti ad osservare è che il farmaco agisce inibendo in maniera specifica la proteina IGF1R, che si trova sulla membrana delle cellule tumorali, esercitando, pertanto, un’azione antitumorale diretta sulle cellule del glioma diffuso della linea mediana, mentre le cellule CAR-T, cellule programmate per riconoscere ed eliminare le cellule tumorali, attaccano una proteina di superficie, ossia l’antigene GD2 (GD2-CAR-T), potenziando l’attività di rimozione del tumore.

La nuova terapia combinata, sperimentata in laboratorio su diversi modelli di glioma della linea mediana, non soltanto si è dimostrata efficace nell’inibizione della crescita della massa tumorale, ma ha anche dimostrato di produrre un effetto antitumorale maggiore rispetto alle due terapie usate separatamente. L’“azione sinergica” dei due trattamenti sembrerebbe essere esplicata dal farmaco, in grado di amplificare l’attività delle cellule CAR-T, e dalle cellule CAR-T stesse che, secondo le ipotesi avanzate, consentono al farmaco di superare la barriera protettiva ematoencefalica, facilitandogli il raggiungimento delle cellule tumorali.

I risultati ottenuti in laboratorio da questo studio dovranno essere confermati da una futura sperimentazione sull’uomo, ma prima dovranno essere perfezionate le modalità con cui il farmaco e le cellule CAR-T vengono veicolati alla sede del tumore. Inoltre, bisognerà testare la combinazione dei due trattamenti anche su modelli tumorali più complessi, per poter valutare ed anticipare la risposta infiammatoria ed immunitaria dei pazienti.

“I risultati preliminari dello studio sono incoraggianti”, afferma Franco Locatelli, Direttore di Medicina Sperimentale e di Precisione del Bambino Gesù. “La nuova strategia di cura ha fornito risultati pre-clinici promettenti e potrebbe rappresentare il primo passo per arrivare a trattare con successo una proporzione dei pazienti affetti da questa terribile forma di tumore”.

Le terapie CAR-T sembrano rappresentare davvero il futuro della medicina: tumori che prima del suo avvento sembravano incurabili, come alcuni tipi di leucemie e di linfomi, ora si possono sconfiggere. È quello che ci si augura, oggi, anche per i tumori cerebrali refrattari ai trattamenti disponibili ed attualmente in uso, e questo studio apre un barlume di speranza per i gliomi diffusi della linea mediana inoperabili nei bambini.

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