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Editoriale

Clinical Network 21 Apr 2021

Vaccini anti-Covid-19 a vettore adenovirale tanto rumore per nulla?

Per qualcuno siamo alle soglie del funerale dei vaccini anti-Sars-CoV-2 basati su vettori costituiti da adenovirus. Le ragioni sarebbero di ordine virologico-immunologico ed emotivo. Ma forse non solo. “Da un punto di vista immunologico, gli adenovirus sono una vecchia conoscenza del nostro sistema immunitario, responsabili soprattutto di infezioni delle alte vie respiratorie, come il comune raffreddore”, ha spiegato il professor Carlo Federico Perno, direttore Microbiologia e Virologia, ospedale Bambino Gesù Irccs Roma, durante un web-meeting della serie Zoom-Covid19 organizzata dall’Unione nazionale medico scientifica di informazione (Unamsi). “Ognuno di noi ha anticorpi naturali contro gli adenovirus. Quando si inocula un vaccino contro Sars-CoV-2 basato su un adenovirus potremmo avere un effetto di rigetto da parte del sistema immunitario verso il vettore. Questa è una delle spiegazioni per cui i vaccini a vettore adenovirale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) sono meno efficaci globalmente rispetto a quelli a RNA messaggero (mRNA) (Pfizer-BioNtech e Moderna). Anche lo Sputnik-V, che utilizza due diversi vettori adenovirali, per quanto offra una maggiore chance di efficacia, è gravato dallo stesso problema...

Clinical Network 2 Apr 2021

Giorno della Memoria per gli operatori sanitari, ipocrisia di Stato?

"Simulazione di virtù, di devozione e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole". E' la definizione del vocabolario Treccani del termine ipocrisia. Il termine forse più calzante per connotare l'istituzione il 18 marzo del Giorno della Memoria, dedicato ai tanti operatori sanitari che hanno perso la vita pur di assistere i pazienti con Covid-19. Ipocrisia perché ancora a oggi gli indennizzi annunciati dal precedente esecutivo Conte devono essere normati da una legge. Vero è che il governo Draghi si è impegnato a trovare la copertura finanziaria con il DDL 1861 che inizialmente inserito, ora è stato ‘stralciato’ per ottenere l’approvazione nelle apposite commissioni. Ma con quale tempistica? “In attesa che l'iter legislativo sia completato, vorrei sottolineare che si tratta di una vera e propria richiesta di solidarietà sociale – afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Milano (OmceoMi), Roberto Carlo Rossi –. Bisogna infatti riconoscere concretamente il sacrificio di tutti i moderni ‘militi ignoti’ che ormai da molti mesi hanno spontaneamente scelto di immolarsi, nonostante...

Clinical Network 2 Dic 2020

Trasmissione aerea di SARS-CoV-2 non tutto è così chiaro

Mentre ci avviciniamo alla fine del 2020, e a un anno dall'inizio dell'epidemia di COVID-19, i casi sono di nuovo in aumento, con un numero di decessi sui livelli dei mesi di marzo e aprile. Abbiamo imparato molto su SARS-CoV-2 e la nostra capacità di testare e gestire COVID-19 è sicuramente migliorata, ma resta il dibattito in corso su come viene trasmesso il nuovo coronavirus. La questione è stata affrontata in un editoriale su The Lancet Respiratory. I virus respiratori vengono trasmessi in tre modi principali. In primo luogo, la trasmissione per contatto, in cui qualcuno entra in contatto diretto con una persona infetta o tocca una superficie che è stata contaminata. In secondo luogo, attraverso la trasmissione di goccioline respiratorie grandi e piccole contenenti il virus, modalità che si verificherebbe quando si è vicini a una persona infetta. Terzo, attraverso la trasmissione per via aerea di goccioline e particelle più piccole che sono sospese nell'aria per distanze e tempi maggiori rispetto alla trasmissione delle particelle più grandi.

Clinical NetworkClinicalbit 26 Ott 2020

App Immuni: una grande incompiuta per ora

La potremmo definire la grande incompiuta, almeno per ora. La app Immuni per il tracciamento dei soggetti positivi al SARS-CoV-2, che doveva essere una delle misure più utili per la mitigazione della pandemia resta un’occasione sprecata perché, per usare una metafora, i buoi sono scappati dalla stalla. Il problema ormai è che le istituzioni sanitarie locali non sono più in grado di tracciare i contatti dei soggetti risultati positivi al nuovo coronavirus per la carenza di personale qualificato. Così anche se negli ultimi giorni si è assistito a un aumento del numero di download della app Immuni – a oggi oltre nove milioni e duecentomila scaricamenti- sia per la corale call to action da parte di politici, rappresentanti del Comitato tecnico scientifico e della classe medica, esponenti del mondo dello spettacolo e dello sport sia per la paura che ricomincia a manifestarsi verso la situazione epidemiologica, la reale utilità di questo software nella situazione attuale lascia più di una perplessità. 

Guardiamo i numeri. I download sono al 26 ottobre 9.280.000 (pari a circa il 15% della popolazione su base nazionale), il numero di notifiche veicolate supera di poco le 25.000 ma gli utenti che hanno condiviso la loro positività sono solo 1.200. E’ evidente che a fronte di tassi di positività al tampone di circa il 10% come si sta registrando in questi giorni, ci si aspetterebbe un numero di segnalazioni molto più elevato. I numeri non tornano: e i motivi sono più di uno. 

Clinical Network 21 Apr 2020

La rivincita della scienza sulla classe politica

In Italia sale ai più alti livelli la fiducia nei medici, nei ricercatori e in generale nei professionisti della salute, mentre è in caduta libera quella nei politici.E'uno degli effetti della COVID-19. Lo rileva un’indagine Omnibus su oltre 63.000 cittadini di Germania, Spagna, Regno Unito e Italia condotta dall’istituto di ricerche tedesco YouGov Deutschland GmbH, per conto del Gruppo STADA. Solo 1 italiano su 7 (meno del 15%) dei 1.018 intervistati ritiene che i propri politici siano veramente in grado di condurli fuori dall’attuale emergenza sanitaria. È la percentuale più bassa tra i 4 Paesi europei coinvolti nell’indagine. La fiducia degli italiani nei confronti della politica è inferiore a quella rilevata in Spagna e meno della metà della fiducia riposta nei politici dai tedeschi (34%) e dai britannici (35%)...

Clinical Network 6 Mar 2020

Epidemia da coronavirus tra corsi e ricorsi storici

Giambattista Vico, il pensatore solitario che si pone tra la grande filosofia europea e la tradizione umanistica del Seicento, lo aveva già chiaramente delineato nella sua teoria dei corsi e ricorsi storici: l'uomo è sempre uguale a sé stesso, pur nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici. Ciò che si presenta di nuovo nella storia è solo paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato. Proviamo ad applicare questo concetto ai nostri giorni, scanditi più che dal passare dei minuti, dal numero di contagiati e dal virus Covid-19: un’epidemia – per qualcuno meglio parlare di pandemia -che ricalca dinamiche già vissute in un passato recente e che ripropone la nostra scarsa preparazione e incapacità di programmazione dell’organizzazione sanitaria secondo schemi chiari e definiti..

Clinical NetworkClinical PracticeClinical ReviewClinicalbit 3 Nov 2019

Ecografia Point of Care quinto pilastro dell’esame obiettivo?

Ispezione, palpazione, percussione e auscultazione: è giunto il momento di aggiungere ai quattro pilastri dell’esame obiettivo, datati circa 2000 anni, anche l’ultrasonografia point of care (Pocus) o insonazione per usare un neologismo tradotto dall’anglosassone insonation? Se lo è chiesto sulle pagine Jama Cardiology un luminare della cardiologia come il professor Eugene Braunwald Harvard Medical School, Boston, in un articolo a firma congiunta con i professori J. Narula, Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York, e Y. Chandrashekhar, University of Minnesota School of Medicine, Minneapolis...

Clinical Review 24 Lug 2019

Clinical Review a fianco dei professionisti della salute

E’ stata chiamata Infobesity, la moderna “patologia” della troppa informazione scientifica. Si stima che ogni anno si pubblichino circa 2.500.000 articoli in circa 30.000 riviste scientifiche. Sono approssimativamente 6.800 articoli al giorno. Un numero impressionante. In questo oceano d’informazioni il problema è trovare quelle realmente valide e utili per il proprio aggiornamento e per la pratica medica. Una difficoltà resa ulteriormente più gravosa da un’altra questione, il falso in rete. Le bufale o fake news sono un pericolo oggettivo, anche nell’ambito dell’editoria scientifica...

Clinicalbit 30 Mag 2019

Clinicalbit, la health-digital revolution a portata di click

Clinical Bit è una rivista online open access che esplora il mondo della digital health e della artificial intelligence in medicina.

Le innovazioni digitali stanno rivoluzionando l’ambito medico, sia in termini diagnostici sia terapeutici, offrendo soluzioni impensabili fino a pochissimi anni fa. Clinical Bit vuole essere un’agorà per presentare le innovazioni e discuterne le ricadute nella pratica medica e sulla salute dei propri assistiti.

Clinical Practice 30 Mag 2019

Editoriale Clinical Practice

Clinical Practice è una rivista online open access che ha la mission di presentare casi clinici, Expert Opinion Documents e situazioni di real life incontrate nella pratica clinica quotidiana nelle diverse specialità mediche.

L’obiettivo ultimo e quello di favorire una discussione verticale intraspecialistica e trasversale multidisciplinare Practice Based, volta a chiarire le numerose aree grigie in Medicina che le linee guida lasciano inevitabilmente non definite.

Una sezione specifica online è dedicata a casi clinici interattivi sviluppati con una piattaforma innovativa e presentati secondo una modalità user-friendly particolarmente efficace per mettere alla prova le proprie conoscenze e migliorare il proprio bagaglio di conoscenze mediche.

Clinical Network 22 Mag 2019

Un nuovo editore scientifico

Un nuovo editore scientifico? Ma con la pletora di riviste e di editori o publisher – per dirla in modo più internazionale - presenti nel settore bio-medicale, c’è bisogno di un altro giocatore in questa scacchiera già affollata? A nostro avviso la risposta è sì. Per molti motivi.

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DIGITAL HEALTH

Clinicalbit 25 Mar 2020

L’informazione biomedica a fianco dei pazienti ospedalizzati con Covid-19

Si chiama #NonLasciamoliSoli l’iniziativa di raccolta fondi lanciata dall’Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione (UNAMSI), associazione che riunisce i professionisti dell’informazione e della divulgazione biomedica, volta all’acquisto di tablet da mettere a disposizione dei pazienti ospedalizzati in isolamento in terapia intensiva o in degenza e di saturimetri da donare all’Ordine dei Medici di Milano.

Clinicalbit 26 Gen 2020

Premio eHealth4all: la 4° edizione premia la prevenzione digital italiana

Al nastro di partenza la quarta edizione del Premio eHealth4all per la migliore realizzazione informatica in ambito sanitario rivolta alla prevenzione in tutte le sue sfaccettature: primaria (di patologie non ancora manifestatesi), secondaria (screening per scoprire patologie da curare in tempo) e terziaria (di ricadute o peggioramenti, ad esempio nelle malattie croniche). Il concorso 2020-21 più che nelle precedenti occasioni abbraccia tutta Italia e riveste carattere nazionale...

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CLINICAL CASES

Clinical Practice 29 Apr 2021

Fibromialgia, sindrome troppo poco conosciuta dagli italiani

Un'indagine condotta tra gennaio e febbraio 2021 su un campione di circa 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su rileva che solo un italiano su tre conosce la fibromialgia, ma le informazioni in possesso risultano incomplete e frammentarie.Il sondaggio è stato effettuato dall'istituto Piepoli con il contributo non condizionante di Alfasigma. "La diagnosi è difficile perché manca un criterio biochimico: bisogna ascoltare il paziente, raccogliere la sua storia clinica in relazione ai sintomi e valutare clinicamente", ricorda il professor Piercarlo Sarzi Puttini, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Reumatologia ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano.

Clinical Practice 16 Apr 2021

Melanoma, pazienti tropo spesso soli al ritiro di un referto positivo

In Italia il percorso di cura dei pazienti colpiti da melanoma è veloce ma persistono luci e ombre. Quasi il 30% (29,5%) dei pazienti attende da 3 mesi a un anno prima di andare a fare la prima visita specialistica dermatologica. Tra quest’ultima e la conferma della diagnosi di melanoma trascorre meno di un mese per il 79% dei pazienti nel 57% dei casi bastano 15 giorni per l'asportazione del neo. Tuttavia ben il 47% dei pazienti ritira personalmente la diagnosi di melanoma direttamente dallo sportello referti, senza supporto adeguato a questa comunicazione. Due sondaggi europei fotografano la situazione...