Pubblicato il: 6 Mar 2020

Epidemia da coronavirus tra corsi e ricorsi storici

Danilo Ruggeri

Giambattista Vico, il pensatore solitario che si pone tra la grande filosofia europea e la tradizione umanistica del Seicento, lo aveva già chiaramente delineato nella sua teoria dei corsi e ricorsi storici: l’uomo è sempre uguale a sé stesso, pur nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici. Ciò che si presenta di nuovo nella storia è solo paragonabile per analogia a ciò che si è già manifestato.

Proviamo ad applicare questo concetto ai nostri giorni, scanditi più che dal passare dei minuti, dal numero di contagiati e dal virus Covid-19: un’epidemia – per qualcuno meglio parlare di pandemia – che ricalca dinamiche già vissute in un passato recente e che ripropone la nostra scarsa preparazione e incapacità di programmazione dell’organizzazione sanitaria secondo schemi chiari e definiti nei confronti di minacce biologiche potenzialmente devastanti per la collettività. 

Un esempio è emblematico. Correva l’anno 2002. Il pianeta veniva scosso dalla notizia che un agente virale della famiglia dei coronavirus stava provocando in Vietnam, Hong Kong e nella provincia cinese di Guangdong decine e decine di decessi dovuti una gravissima forma di polmonite atipica che ha fatto coniare il termine di Severe Acute Respiratory Syndrome (Sars, per l’appunto).

L’epidemia, che si ritiene abbia avuto origine da un salto interspecie di un virus dai pipistrelli (vi risulta familiare?) all’uomo, si diffonde via via:  secondo il calcolo dell’Oms, tra il 2002 e il 2003, la Sars sarebbe stata responsabile di 813 decessi. Le persone contagiate sono state 8.437 (la mortalità del virus è stata dunque di circa il 10 per cento), sparse in una trentina di Paesi. Il numero maggiore di decessi si è avuto in Cina (348), seguita da Hong Kong (298), Taiwan (84), Canada (38) e Singapore (32). 

Per quanto riguarda l’Italia, ci furono solo 9 casi probabili (poi ridotti a 4), tutti di ritorno dalla Cina, e le misure di isolamento funzionarono, evitando ulteriori contagi. Nessuno manifestò la malattia vera e propria, e l’unica vittima italiana fu il medico italiano Carlo Urbani, che fu anche colui che, in Vietnam, identificò la minaccia e la portò all’attenzione mondiale. L’epidemiologo Giovanni Rezza spiegò che il nostro paese (così come l’Europa in generale) fu fortunato, perché sul nostro territorio il virus non arrivò nei giorni precedenti alla diramazione dell’allerta globale.

E’ interessante ricordare che nel febbraio del 2003 le autorità sanitarie cinesi segnalarono all’OMS di avere identificato almeno 300 casi di SARS. Alle aperture iniziali fece seguito un periodo di informazioni più scarse da parte della Cina, con le amministrazioni locali che cercavano di minimizzare il problema, dichiarando sotto controllo la situazione, anche se non lo era. C’era il timore che una crisi sanitaria potesse compromettere l’immagine della Cina, soprattutto in una fase in cui l’economia del paese stava crescendo velocemente. 

In Italia intanto questa mancanza di dati e informazioni certe stava creando un allarme sociale, tanto che due luminari della medicina come il professor Luigi Allegra, pneumologo di fama mondiale, e l’infettivologo Dante Bassetti affermarono nei primi mesi del 2003: “Non esistono ancora dati sull’andamento dell’epidemia, né sappiamo con certezza se esisterà un rischio Sars anche in Italia, certezza che si avrà solo nei prossimi mesi, ma dobbiamo essere preparati ad aspettarci l’inaspettabile. Quello che preoccupa in particolare è il diffondersi di una paura che in autunno potrebbe diventare panico e causare il caos negli ospedali. A Milano – osservava il professor Allegra – ci sono 150 letti per malattie infettive, ma senza considerare la Sars. Il pericolo tangibile è che centinaia di persone con la paura della Sars mandino nel caos il sistema ospedaliero”, sistema evidentemente già allora sottodimensionato.

A distanza di 17 anni un nuovo coronavirus, ancora una volta “made in China” per quanto se ne sappia, sta minacciando con caratteristiche ormai pandemiche la salute planetaria. In attesa di terapie specifiche o della realizzazione di un vaccino (si parla comunque di anni), le misure di contenimento, fino a oggi viste solo in una certa filmografia di genere, e la responsabilizzazione dei singoli cittadini si spera producano effetti positivi nel contrastare la diffusione di questo agente virale, molto più contagioso del cugino responsabile della prima Sars. 

E’ proprio questo il punto: seppur caratterizzata da una mortalità inferiore rispetto alla precedente, l’attuale Sars Cov2 come è stata chiamata la sindrome provocata da Covid-19, ha già causato un numero di contagi al momento superiore di oltre 10 volte quello della “vecchia” Sars, ma non solo: in circa la metà dei casi è necessaria un’ospedalizzazione e di questi circa il 20% necessità di ricovero in terapia intensiva. 

Con un tasso di mortalità di circa il 3,5% in media è facile capire come il numero di decessi da questa nuova infezione sarà drammaticamente superiore a quella della prima Sars: già oggi è del 400% più elevato. 

Uno scenario da catastrofe cinematografica, che avrebbe dovuto quanto meno essere previsto in termini di piani di intervento di emergenza già stabiliti e pronti per essere messi in atto.

Il fatto è che in Italia si è creato uno stato di confusione e incertezza, legato a un’esposizione mediatica schizofrenica della politica ma anche di parte dei rappresentanti del mondo scientifico con notizie che si contraddicevano da un giorno con l’altro: da semplice influenza un poco più aggressiva del solito, a malattia pericolosa da contrastare con limitazione della libertà personale. Ancora oggi la gente comune (ma a dire il vero anche tanti professionisti della salute) non sanno cosa pensare di questa epidemia.

Al di là di interessi politici di parte o voglia di visibilità individuale, il problema che rischia di diventare dramma è il sottodimensionamento del personale sanitario italiano. I tagli alla sanità, regolarmente perpetrati negli ultimi 20 anni da tutti i governi, la chiusura di ospedali, il ridimensionamento del numero di posti letto, insieme al mancato turn-over di medici e infermieri e a misure che hanno facilitato l’esodo pensionistico ci hanno traghettato sulla sponda di una sempre più traballante capacità di far fronte a un’emergenza sanitaria globale. Non è un caso che oggi si sia dovuto richiamare in servizio medici e infermieri in quiescenza e che ad esempio in Lombardia si sia proceduto d’urgenza, come spiegato dall’assessore al welfare Giulio Gallera, all’assunzione di 315 infermieri che ancora si stanno laureando. Nella regione italiana principale focolaio dell’infezione da Covid-19 intanto è stata bloccata l’attività ambulatoriale, tranne quella urgente e non differibile, nel tentativo di recuperare personale da impiegare per la cura delle persone infette. Ed è stato varato un piano nazionale per aumentare del 50% il numero di unità terapie intensive sul territorio nazionale, dalle attuali circa 5000 a 7.500.

Corsi e riscorsi storici, insomma. Il professor Allegra e il professor Bassetti lo avevano già chiaramente evidenziato quasi 20 anni fa: il nostro sistema sanitario è insufficiente per fare fronte a situazioni di emergenza. Un monito regolarmente disatteso dalla politica italiana. Con buona pace dei cittadini e degli operatori del nostro Sistema Sanitario Nazionale che si sono sempre dimostrati i veri eroi nelle situazioni di emergenza. 


56 commenti "Epidemia da coronavirus tra corsi e ricorsi storici"

  1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork giuseppe sisti ha detto:

    Da tutto cio’ che e’ successo ,si e’capito che almeno la sanita’ pubblica,deve rimanere in capo al ministero,sia
    per le esigenze interne cke internazionali-Le direttive e l’applicazione dei piani di emergenza non puo’ essere in capo alle singole regioni – Per quanto riguarda la carenza di medici,bisogna solo aumentare le borse di studio
    delle scuole di specializzazioni e far tornare o rendere appetibile il lavoro in italia a migliaia di colleghi
    specialisti che sono andati in giro per il mondo.sono contrario alla abolizione del numero chiuso,perche’ in passato ha sfornato molti medici ma anche molti laureati in medicina che non hanno mai amato il lavoro di medico

  2. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Marcello Cavallaro ha detto:

    Io mi domando spesso come sia possibile che un Paese come l’Italia, sede di vaste aree ad alto rischio sismico, una situazione idrogeologica terribile, la fatiscenza delle infrastrutture, spesso non più idonee alle loro funzioni, alcune tra le organizzazioni criminali più importanti del mondo, il disastro scolastico, la perdita esponenziale dell’indice di natalità e chi più ne ha più ne metta perché c’è posto per tutti, ad ogni dramma debba ricorrere alla nomina di un Commissario Straordinario che, quasi sempre, risulta insufficiente ad assolvere la sua funzione (è incredibile l’inefficienza del Commissario alla Ricostruzione per il terremoto 2016). Non sarebbe più logico ed utile istituire un Ministero, un settore dell’Esercito, un pool di Scienziati, ecc. con le specifiche competenze e che possano intervenire subito a fronte di continui addestramenti e confronti con tutti i disastri del mondo?
    Se qualcuno pensasse che all’interno della Pubblica Amministrazione non sia possibile reperire le figure adatte, allora sarebbe il caso di rimettere in discussione il sistema Paese! Cosa assolutamente già da prendere in considerazione.

  3. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Giuseppe Rinaldi ha detto:

    Terminavo il precedente intervento con: “I ciechi guidano i ciechi”. Oggi, aggiungo il detto ripetitivo del Presidente della Repubblica On. Francesco Cossiga: “I servi hanno i padroni e i padroni hanno i servi”. Qui è stata racchiusa la trasformazione della nostra Medicina che da arte sublime è stata trasformata in arte povera.

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Luigi postorivo ha detto:

      In Italia si diventa eroi solamente quando si è indispensabili a mandare avanti una situazione emergenziale di una gravità inaudita e direi catastrofica. I morti scuotono la coscienza a lungo andare. Nessuno vuol diventare eroe facendo il lavoro che si è scelto di fare. Io ho fatto il medico sempre. Medico ospedaliero . In 40 anni di attività ho sempre servito il SSN senza pensare al guadagno extra.molti colleghi hanno pensato che lavorare per il pubblico fosse la tranquillità a fine mese. Io ho fatto del fine mese il mio unico modo di vivere. Oggi i danni di un sistema sanitario pubblico smembrato a favore dei potenti della sanità privata,poco volte eccellente e tante altre speculativa, mette in risalto la fragilità del pubblico ad affrontare emergenze ricorrenti in una nazione come la nostra dove i terremoti,i dissesti idrogeologici,i ponti che crollano,gli allagamenti,le pandemie,si scontrano con la riduzione in termini di personale medico e paramedico,la contrazione spietata dei posti letto e la chiusura scientifica di molti piccoli e medi ospedali. In poche parole oggi siamo costretti ad affrontare un nemico invisibile senza una armata ben attrezzata,disorganizzata che per iniziare la guerra può solo contare sulla abnegazione e spirito di sacrificio di uomini e donne che la compongono. Quindi non vogliamo essere gli eroi di domani che muoiono in guerra ma professionisti che vogliono dare aiuto ,sorrisi e solidarietà a chi muore in reparto senza un sorrisi dei propri cari. Solo .

  4. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Adela ha detto:

    Otimo articolo. Aggiungerei una riflessione.
    La politica del numero chiusa a Medicina non ha saputo prevedere il fabbisogno di medici sia pur in una dinamica demografica tutt’ altro che espansiva.
    Come mai ? E’ una politica lodevole, se l’ intento è quello di migliorare la qualita della classe medica del Paese, probabilmente anche riuscito.
    Ma non è risultata capace di valutare in prospettiva il fabbisogno. Per la complessità via via aumentata di tutte le discipline ? Oppure la causa è nella burocrazia statale, magari della regionalizzazione della Sanita ?
    O nel sistema paese, Italia, e nella scarsa visione prospettica che affligge gli italiani ?

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork DOTT. EDI CUDICIO ha detto:

      Alla Sig.ra Adela. E’ ridicolo pensare che la prossima carenza di medici, sia ospedalieri sia di medicina generale, sia dovuta a errata programmazione. Uno studente di una scuola superiore può facilmente calcolare, anno per anno, il numero dei colleghi (nostri) in uscita dal SSN e il numero necessario per rimpiazzarli, tenendo conto del periodo di nove anni necessario per gettare un medico nell’agone. Quindi devo pensarci e prendere iniziative nove anni prima se il mio obiettivo è quello di rimpiazzarli. Immagino che nei nostri ministeri ci siano stati e ci siano dirigenti preparati, laureati, intelligenti e quindi ben più capaci dello studente medio di cui sopra. La conclusione è che gli ultimi governi, di ogni colore, avendo come scopo unico il risparmio, hanno volutamente programmato la riduzione del numero degli stipendi. Meno infermieri, meno medici uguale meno spesa. Un maligno potrebbe anche ipotizzare un regalo alla sanita’ privata.

      1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Maria Elena Arcorace ha detto:

        Non è corretto richiamare medici ed infermieri in pensione io al loro posto mi rifiuterei. In Calabria non ci sono state assunzioni ne’prima nè dopo l’emergenza manca il materiale sanitario necessario per far lavorare gli operatori in sicurezza.

        1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Orazio Grasso ha detto:

          E’ stato appunto un regalo alla sanità privata voluto scientemente ed essenzialmente da alcune parti politiche ed in acine regioni anche nel Sud, dove le stesse parti politiche sono assolutamente contigue (pet non dire altro) a note organizzazioni criminali. Ricordo come fu trattata la Bindi, e come fu defenestrata anche per aver voluto toccare gli interessi (spesso incoffessabili) di molti colleghi, che oltre tutto hanno recato danno sia all’immagine, sia alle alle tasche dei tanti che hanno continuato (e continuano) a lavorare solamente nei presidi pubblici, spevialmente negli Ospedali. Mi fermo qui, perchè tanto altro avrei da dire sugli organi direttivi della ASP/ASL/AZ. OSPEDAL., che ancora continuano a “occupare” i vertici direttive della sanità pubblica, specialmente al Sud.

  5. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Giuseppe Rinaldi ha detto:

    Il tema era invitante, però mi sono astenuto di dare una risposta immediata. Sono i soliti corsi e ricorsi che ho sempre vissuto nella vita professionale, che sarebbero stati facilmente prevedibili in questa nostra Italia, dove la programmazione è divenuta una chimera ed una piaga sociale. Poi quando succedono questi eventi ci troviamo impreparati e non si trovano mai i veri Responsabili. Sicuramente se i controlli fossero stati eseguiti con professionalità e secondo Legge senza guardare in faccia a nessuno. Principalmente si doveva si doveva verificare il lavoro svolto dai Direttori Generali delle ASL, così non saremmo mai giunti a questa triste conclusione. Le cause dei corsi e ricorsi vanno ricercate nei mancati controlli e nella inefficienza dei Ministri della Salute e dei Direttori Generali della programmazione Nazionale che non hanno mai controllato quelli della Regione, che ci hanno continuato a nascondere la realtà sanitaria ed il loro fallimento, che poteva portarci in questo baratro. Se invece, ci fosse stato la nostra collaborazione con noi Operatori Sanitari, i risultati sarebbero stati migliori. Non è più possibile che “i ciechi guidano i ciechi”. I° atto.

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork donato grisorio ha detto:

      insieme alla evidente mancanza di controllo dei vertici ci aggiungerei altre cose:
      1) il sistema prevede un controllo dall’alto verso il basso ma non il contrario per cui il subalterno fa sempre e solo quello che dice il superiore ed il superiore si sceglie i subalterni più accondiscendenti.
      Non c’è possibilità che l’infermiere giudichi il medico, il medico il direttore, il direttore la direzione sanitaria e così via.
      Personalmente se dovessi fare, ora, un concorso pubblico un posto in un ospedale di provincia, in un pronto soccorso lo troverei ma non so quanti attuali direttori di UOC starebbero ancora al loro posto.
      2) assisto all’attacco combinato di professionisti non medici ( inclusi i politici) a noi medici che ci sta portando velocemente a modelli anglosassoni dove l’infermiere specializzato fa cose che sono destinate ai medici (PIC-Ecocardiogrammi-Ecocolodoppler-PM- e ci metterei anche il triage telefonico del 118) ma nessuno fa niente; ho il sospetto che anche questo sia un modo per risparmiare soldi (un infermiere costa meno di un medico)
      3) e mi permetto di sottolineare che la collaborazione con “noi Operatori sanitari” c’è stata (il parlamento è pieno di medici e il penultimo ministro della salute era un medico) ma non con quelli giusti.
      Non tutto quello che vine contato conta, e non tutto quello che conta vine contato (A.Einstein)

      1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork MELI M. ha detto:

        sono in perfettamente in sintonia con quanto brillantemente espresso da G. Rinaldi e D. Grisorio. Certe figure apical, fino adesso hanno lavorato “con progetti” a carico di chi lavora alla base . Unico obiettivo : “soldi” dimostrando che con “poco” si ottiene ! quindi …? Continui tagli ,perdendo di vista l’obiettivo SALUTE /PAZIENTE

  6. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Maura ha detto:

    Non e sufficiente quello che si sta facendo ,bisogna definire ogni città l’ospedale di riferimento per il Coronavirus,per tutelare la gente dall’accoglienza alla terapia intensiva ,avendo tutti i reparti a disposizione ,per dividerla per gravità sintomi !!!!
    Così la gente Avrà il punto di riferimento ,senza confusione e dubbi !!!!
    Gli altri ammalati per operazioni ecc non potranno accedere li !
    I medici e infermieri saranno più tutelati

  7. Avatar for Radazione ClinicalNetwork DOTT. EDI CUDICIO ha detto:

    Si dice che gli Italiani siano molto propensi al risparmio, ognuno di noi ha un gruzzolo in banca per ogni evenienza. I nostri vecchi, qui in Friuli, mettevano sempre da parte il denaro per il funerale. Il SSN non ha assolutamente rispettato questo nostro comportamento e non ha fatto altro che tagliare e tagliare nel corso degli anni, lo dice un medico che ha lavorato come MMG per quasi 41 anni. Ora il SSN ha a disposizione soltanto il denaro contenuto nel portafoglio, perchè in banca ha depositato solo pochi spiccioli. Pensiamo anche a una squadra di calcio che scende in campo in 11 contati e lascia la panchina vuota. Nessuna meraviglia dunque se nell’attuale situazione verranno a mancare, tra poco, letti, reparti, ospedali, medici, infermieri , tecnici ecc.

  8. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Gerardo Breglia ha detto:

    Il discorso e prettamente politico ! I nostri lungimiranti governanti hanno sempre pensato che la ” sanità” fosse una vacca da mungere a fini personali tanto è vero che ,da quando è stato istituito il Servizio Sanitario Nazionale, ognuno di loro ha fatto a gara per piazzare i propri scagnozzi in quelle che loro consideravano leve di potere. Ne è venuto fuori un Sistema Sanitario suddiviso in tante porzioni sconnesse e diverse fra loro dove c’era di tutto e di più : Il luminare, il ricercatore, il professionista serio, l’ignorante, l’incompetente, il presuntuoso, il fannullone ecc. ecc. e dove circa la metà del riparto era sperperato per far marciare i vari sistemi regionali con le loro ASL facendo passare in secondo grado le vere esigenze di cura e diagnosi. Non si è capito che la Sanità doveva essere a carattere nazionale e non devoluta alle regioni che per i motivi di cui sopra non erano in grado di poter gestire un servizio così importante e basilare: La salute del cittadino ! La storia non insegna nulla ai nostri governanti, siamo rimasti all’epoca dei Comuni e forse era meglio.

  9. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Pioltelli ha detto:

    Tutto quello che è stato scritto finora è vero, il modo con cui è stata gestita l’epidemia è, a posteriori, criticabile però credo vadano fatte alcune considerazioni. La prima è generale: certe manifestazioni naturali posso esser forse previste ma è difficile contenerle, nessuno può evitare i danni di uno tzunami o anche solo di una tromba d’aria come quella di tre anni fa in trentino. La seconda riguarda la situazione italiana, un paese in cui crollano i ponti perchè non si riesce a far manutenzione è un paese del “terzo mondo”, quale siano le cause che ci hanno portato a questi livelli, perchè dovremmo stupirci se compare qualche crepa nella gestione della sanità? La terza riguarda il comparto sanitario, le leggi che lo hanno ridimensionato sono state tutte applaudite come provvedimenti di modernizzazione e di “europeizzazione”, efficaci nel migliorarne l’efficienza, adesso si cambia registro, ma passata la buriana si comincerà ancora a lesinare per coprire i buchi delle altre parti. La quarta è l’indisciplina diffusa, è già stato fatto notare che i provvedimenti di contenimento sono stati interpretati come vacanze: chiuse scuole ed asili, i ragazzi hanno continuato a trovarsi fra loro e i bambini riuniti in gruppetti di più famiglie, in modo da lasciare liberi i genitori perchè lavorassero, ma gli incontri di solito sono avvenuti in spazi più ristretti che non le stesse aule, e quindi più favorevoli alla diffusione del contagio; anche l’aumento della frequentazione degli spazi aperti non è sicura, di solito per raggiungerli si passa del tempo su mezzi di trasporto, con poca probabilità di mantenere le distanze consigliate. Ultima cosa, in caso di guerra è normale che vengano richiamati i riservisti, perchè non ha senso tenere un esercito in armi in tempo di pace, così non mi pare strano nè fuor di luogo la chiamata ai pensionati, forse è meglio così che spedire in corsia specialisti che non hanno alcuna esperienza clinica, come gli anatomopatologi o gli igienisti. Cosiderando tutto questo, dal mio punto di vista di “richiamato”, anche se un po’ affannata la risposta che l’SSN sta dando mi sembra buona

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Andrea Bui ha detto:

      … obiezione da fare è che un medico pensionato può rientrare comunque nelle categorie a rischio. Ho capito risparmiare sulle pensioni, ma mi pare di mandarli al macello … 😉
      Secondo me è giusto che anche i medici non specialisti sulla materia siano coinvolti, sempre medici sono, e in quanto tutt’ora in forze, devono seguire certe indicazioni però possono farlo e possono essere utili oltre che maturare esperienza sul campo.

  10. Avatar for Radazione ClinicalNetwork pierr luca rossi ha detto:

    Articolo interessante ma un po’ approssimativo…difficile confrontare i dati con quelli provenienti con altre realtà, un po’ differenti e lontane, dove la raccolta e di conseguenza l’analisi risulta diversa. Sicuramente bisogna avviare delle riflessioni….la prima, banale, è che il principio di tagliare in modo esagerato a spese della sanità, si sta rivelando una scelta sciagurata…ma questa situazione non era prevedibile… ma sicuramente la si poteva ipotizzare come possibili …. bisogna sempre avere delle risorse di riserva…poi ci abbiamo dormito su… il momento 0 secondo il nostro responsabile del rischio clinico, è da collocarsi tra sabato e domenica scorsi..visto i risultati dei cinesi (dato e non concesso che la raccontino giusta) che hanno messo in atto misure restrittive dalla metà di gennaio e che hanno visto qualche risultato dopo la metà di febbraio, possiamo ipotizzare circa un mese prima di vedere qualche risultato…
    una ultima riflessione…progetto a medio e lungo termine…invece di pensare a telefoni e televisori con prerogative e prestazioni mirabolanti, magari investire qualche spicciolo sulla ricerca di nuovi e più efficaci antivirali?

  11. Avatar for Radazione ClinicalNetwork franco travaglino ha detto:

    I dati di confronto tra mortalità di vari paesi sono un nonsenso scientifico epidemiologico in quanto manca quasivoglia standardizzazione dei criteri di esecuzione del tampone, basta vedere cosa è successo sulle curve cinesi con un impennata pazzesca quando sono stati cambiati i criteri di definizione di caso, ovviamente non c’era nessuna impennata reale, ma si sono messi in grafico in modo sequenziale due curve non correlabili.

  12. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Mario Brandi ha detto:

    La mortalità zero di alcune Nazioni o, comunque, significativamente più bassa della nostra (Germania, Francia, Svizzera ecc), da cosa dipende? Da terapie inappropriate? I due anziani Cinesi allo Spallanzani sono poi guariti! Oppure le morti sono corelate alle polveri sottili della lombardia che “incarcerano” negli alveoli il virus? Sono state fatte alcune autopsie? Quali le carattersitiche istopatologiche delle polmoniti?
    La politica sanitaria deve esser commentata diversamente da altri esperti.
    Mario Brandi

  13. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Paolo Virdis ha detto:

    Trovo appropriato il ragionamento dell’ultimo commento ( G. Rava ) e ritengo che un piano di emergenza sanitaria articolato con gli assessorati sanitari regionali e la rete ospedaliera nazionale dovrebbe essere già in dotazione del ministero della Sanità , in coordinazione col la protezione civile ed eventualmente anche il ministero della Difesa ( utile la funzione territoriale dei militari nelle emergenze ) . Tale piano deve essere tenuto aggiornato , sotto il controllo di un gruppo di esperti ( epidemiologi , infettivologi e programmatori ) al fine di adattarlo continuamente alle situazioni contingenti . Effettivamente è facile parlare a posteriori , ma questa rinnovata esperienza deve indurre a pensare , con molta determinazione , all’importanza delle previsioni e della programmazione futura , in modo da essere eventualmente colti da una un evento sorpresa soltanto relativa , a cui si sappia rispondere in maniera coordinata e già consapevole . Paolo Virdis

  14. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Renato Capuzzo ha detto:

    Interessante quanto ho letto
    Tuttavia mi rendo conto che neppure gli immunologi ( oltre che noi Medici Esterni) sanno interpretare quanto succede in termini di isolamento dell’agente ,produzione di sostanze attive…
    Vorrei far presente e chiedere che il 1 tampone ( eseguito a Vo PD ) è stato eseguito 18 ore dopo la diagnosi ma era un tampone specifico? da quale istituto à stato preparato il terreno di coltura ?
    Oppure se c’è una metodica diversa di diagnosi perché non ci viene spiegata. I soggetti colpiti o meglio ancora guariti avranno sviluppato AC riusciamo a isolarli. ??
    Grazie R.C.

  15. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Maria ha detto:

    Io MMG ASL Novara, come tutti i miei colleghi non siamo stati informati correttamente sui sistemi di prevenzione da utilizzare e non è stato fornito alcun materiale, non per la paura di ammalarmi ma per il rischio di contagiare chi sta bene o persone a rischio come le persone anziane all’interno di case di riposo.

  16. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Salvatore ha detto:

    bello l’articolo, analisi perfetta ma chiedo voi forse pensate che questa lezione(con morti -feriti etcetc) in un Italia dove siamo ritornati guelfi e ghibellini possa riflettere per il futuro ?Una democrazia bloccata, un meccanismo che non funziona più , e con L’ aggravante che il mondo sta trascinandosi su una discesa pericolosa.Vorrei tornare fra c’entanni cantava una canzone, ecco successo di un festival, alienazione di problemi che avevamo dietro la finestra e’ non abbiamo visto .

  17. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Pier Lorenzo Franceschi ha detto:

    d’accordo con il commento precedente. In aggiunta qualche politico di alto livello (ma i sono?) dovrebbe proporre la abolizione delle regioni, centri di moltiplicazione di spesa e di consenso per consorterie politiche. Una unica sanità nazionale, con pochi esperti che guidano. Senza commenti dei governatori!!.
    Possono essere utili amministratori ad. es. della viabilità, diversa dalla Calabria alla Toscana. Amministratori esperti, formati ad una scuola nazionale, selettiva, e che lavorano nel loro settore per 40 anni, non toccati dal rimescolarsi delle cose ad ogni cambio di guida partitica. peraltro le regioni sono responsabili (Ricolfi) della riduzione di produttività delle aziende, che devono impiegare buona parte delle energie a seguire le burocrazie.
    Ma le regioni (e le province) per favore mai più

  18. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Decenzio Bonucchi ha detto:

    Fallisce drammaticamente il concetto di lean management, il toyotismo di Ono. Le scorte di magazzino adesso ci farebbero comodo e il “just in time” non arriva in tempo di fronte al COVID19. Così anche Keynes ride nella tomba. Lui sapeva che investire nel servizio pubblico, così come nelle opere pubbliche in generale, è generatore di ricchezza per la comunità; invece abbiamo smantellato per avere liquidità per la speculazione finanziaria. Avremo un bel da riflettere anche su altri temi: neo-pauperismo a 5 stelle, dilettantismo amministrativo, ruolo del volontariato, concetto di Europa dell’assistenza (te la presto io la mascherina…).

  19. Avatar for Radazione ClinicalNetwork RICCARDO ha detto:

    Sono al fronte e combatto nel mio ospedale già da due settimane. Ci siamo rimodulati e anche gli oculisti stanno a fare turni in reparti con pazienti COVID purtroppo siamo stati vittime di una politica ipocrita che ha ritenuto a parole strategica la sanità pubblica ma nei fatti negli ultimi 20 anni ha solo tagliato le risorse. Si vergognino! Se questo popolo ha un minimo di dignità si faccia sentire quando questo incubo sarà finito! Ogni giorno un collega si ammala e loro sono i nostri eroi! Per loro chiedo il vostro pensiero e per chi ha fede le vostre preghiere!

  20. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Mario ha detto:

    Da medico condivido in pieno l’analisi
    La cattiva politica trasversale a tutti gli schieramenti ha presuntuosamente pensato di condizionare l’epidemiologia alla propria incapacità di programmazione
    Ma l’epidemiologia non perdona
    Il SSN è stato pericolosamente depotenziato ed i giovani medici sono spinti all’estero quasi con sollievo per non creare problemi interni.
    I decisori stanno smantellando il SSN in silenzio.
    Ma soprattutto nessuno di loro ha mai pensato a protocolli di emergenza in caso di calamità sanitarie come questa

  21. Avatar for Radazione ClinicalNetwork agostino demontis ha detto:

    E’ sempre una questione di soldi

  22. Avatar for Radazione ClinicalNetwork rocco amabile ha detto:

    l’unico intervento verosimilmente utile in questa situazione è il contenimento della diffusione del virus; non è possibile avere piani di emergenza per una situazione di emergenza mondiale; se c’è un evento catastrofico in una zona limitata (es. terremoto, alluvione, frana, ecc.) è possibile concentrare in quella zona risorse disponibili in altre zone; se siamo tutti contemporaneamente sotto attacco non è verosimile avere risorse di riserva tali da poter far fronte a tutto e dovunque; ora è essenziale -vitale- indispensabile- ridurre la diffusione e quindi i casi e quindi i ricoveri e il ricorso a terapia intensiva, anche se le misure necessarie a ciò costeranno moltissimo in termini di blocco di quasi tutte le attività economiche; è necessario che ognuno comprenda senza paura la gravità della situazione e si comporti in modo responsabile.

  23. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Santo Bressani ha detto:

    Credo realistica la descrizione della situazione e della problematica relative all’organizzazione sanitaria in caso di epidemie. Non credo invece che il sistema politico italiano sia in grado di attuare i necessari ed inderogabili provvedimenti per evitare simili disastri in futuro. L’Italia in effetti è un paese affondato e senza avvenire e questo per responsabilità diretta della pubblica amministrazione, nonostante le eccellenze in molti settori.

  24. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Salvatore Ruggiu ha detto:

    I professori Bassetti e Allegra (che personalmente ho avuto il piacere di conoscere) non potevano essere più preveggenti o, meglio, più lungimiranti Cassandre e quindi inascoltati.
    Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi .
    Dal punto di vista operativo, ma non per l’attuale problema, trattandosi di una emergenza, o meglio, di una guerra, si potrebbe, come in tempo di guerra, costituire un contingente di “riservisti” volontari della sanità che, pur essendo in pensione , hanno dato la propria disponibilità ad essere richiamati. Si avrebbe così un contingente, mantenuto con aggiornamenti periodici,sempre pronto per ogni evenienza. E probabilmente anche con numeri di rilievo. Può essere una delle tante idee proposte!

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork nicola dilillo ha detto:

      La nostra” bella italia” è percorsa ogni giorno da Cassandre purtroppo inascoltate.Basta andare in qualsiasi ASL o ATS per rendersi conto della cattiva gestione della “cosa pubblica”.Dirigenti premiati oppure nominati senza avere nessuna esperienza,Direttori Generali che non hanno visto la “trincea”non hanno vissuto gomito a gomito con la “gente comune” che non sanno ascoltare i bisogni del popolo che vota.Purtroppo il popolo vota!Cosa vota?Nelle campagne elettorali questi pseudo Dirigenti per conservare le poltrone fanno campagna elettorale.Ed ecco audite “le solite persone le troviamo per anni nei corridoi delle Regioni” a continuare nella loro opera distruttiva.La verita’?Siamo tutti colpevoli di questo sfascio perche'” noi operatori” accettiamo tutto senza ribellarci,tanto non mi tocca. Adesso ci tocchera’ e sarà un bene per tutti.Qualcuno dirà avevo ragione.

  25. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Rava Giuliano ha detto:

    È difficile affrontare in poco tempo una emergenza globale come una pandemia. Ma come si è programmato per le emergenze meteorologiche e ambientali una serie di provvedimenti schematici della protezione civile ( periodicamente aggiornati) altrettanto si dovrebbe fare per l’emergenza sanitaria da pandemie. Alcune risorse di emergenza andrebbero sempre tenute di riserva , magari in strutture non usate quotidianamente delle forze armate, invece di alienarle per ricavare mezzi da sperperare in iniziative che puzzano di manovre simili a tangenti o scambi di favori politici! E anche il personale sanitario pensionato andrebbe mantenuto inquadrato e disponibile in casi di emergenza con precettazione obbligatoria. Ovviamente sottoponendolo periodicamente a brevi periodi di aggiornamento.

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Gianni Sita ha detto:

      GIUSTISSIMO -TUTTO CIO’ ERA ED E’ AMPIAMENTE NOTO AL MONDO MEDICO – MA LO STATO CONFUSIONALE E’ STATO DIFFUSO NELLA POPOLAZIONE DA UN SISTEMA POLITICO GESTIONALE INFORMATIVO LACUNOSO APPROSSIMATIVO- IN OGNI AMBITO MANCANO PERSONE PREPARATE !
      G SITA

    2. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Scuderi Gaetano ha detto:

      Assolutamente sensato e ragionevole.

    3. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Giuseppe Bertolini ha detto:

      Negli ultimi 10 anni si sono tagliati circa 37 miliardi di euro alla sanità pubblica. Un Paese che non privilegia sanità, ricerca ed istruzione è un Paese che corre veloce verso l’autodistruzione. Inoltre quando a dover gestire situazioni oggettivamente complesse sono quattro scappatidicasa, senza arte né parte, è lapalissiano che le soluzioni praticabili rasentano l’aporia.

    4. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Eva Gandolfo ha detto:

      Sarebbe bene invece il rinnovamento e rimpolpamento del personale sanitario sia medico che paramedico. Non c’è turnover e il lavoro subisce puntualmente una ridistribuzione su chi è in servizio; l’assunzione, magari anche prima del ritiro degli “anziani”, consentirebbe anche il passaggio di esperienze e l’acquisizione di competenze da parte dei giovani…
      La sensazione è che la sanità italiana, nostro fiore all’occhiello, venga progressivamente affossata da una politica cieca e incompetente…

      1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork EMILIO ha detto:

        LA SANITA’ E’ COME UN ESERCITO CHE DEVE ESSERE PRONTO CONTRO OGNI NEMICO : LE MALATTIE…. ALL’ESERCITO SONOSTATI TOLTI I FUCILI E LE DIFESE LE SALE DI RIANIMAZIONE . SONO STATI RIDOTTI GLI OSPEDALI SUL TERRITORIO E NON SI ASSUMONO MEDICI SE NON CON STIPENDI DA 4° MONDO SI SFRUTTANO I LAUREANDI E SI MANDANO AL FRONTE COME FACEVANO I TEDESCHI ALLA FINE DELLA GUERRA CON I RAGAZZINI . TRAETE LE VOSTRE CONCLUSIONI !!!

  26. Avatar for Radazione ClinicalNetwork franco franco ha detto:

    Mi auguro che il covid 19 colpisca prevalentemente tutta la classe dei politicanti degli ultimi 20 anni.

  27. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Pasquale Ena ha detto:

    Queste osservazioni valgono più in general per molti altri aspetti della sanità in Italia !

  28. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Squillante ha detto:

    La mia perplessità è che i cinesi ci hanno dato un mese e più per prepararci a invece solo oggi si assume personale.

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Orazio Grasso ha detto:

      E’ stato appunto un regalo alla sanità privata voluto scientemente ed essenzialmente da alcune parti politiche ed in acine regioni anche nel Sud, dove le stesse parti politiche sono assolutamente contigue (pet non dire altro) a note organizzazioni criminali. Ricordo come fu trattata la Bindi, e come fu defenestrata anche per aver voluto toccare gli interessi (spesso incoffessabili) di molti colleghi, che oltre tutto hanno recato danno sia all’immagine, sia alle alle tasche dei tanti che hanno continuato (e continuano) a lavorare solamente nei presidi pubblici, spevialmente negli Ospedali. Mi fermo qui, perchè tanto altro avrei da dire sugli organi direttivi della ASP/ASL/AZ. OSPEDAL., che ancora continuano a “occupare” i vertici direttive della sanità pubblica, specialmente al Sud.
      C

  29. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Emanuele Rovella ha detto:

    Una sola domanda: come mai solo i MMG vengono controllati dall’ASL e sono multati qualora prescrivano farmaci e/o esami diagnostici che esulano dalle indicazioni e dalle linee guida? Perché analoghi controlli e verifiche non si fanno per i parlamentari quando non garantiscono evidenti risultati ed obiettivi per i quali sono profumatamente stipendiati?

  30. Avatar for Radazione ClinicalNetwork ubaldo ha detto:

    L’uomo vuole combattere contro la natura, si egoisticamente sono d’accordo e vorrei vincere, però due sono gli aspetti che devono essere evidenziati : lo scempio che l’uomo provoca al sistema naturale e l’egoismo che mette in atto nell’accaparrarsi le risorse materiali; al limite di distruggere se stesso pur di possedere. Non è un pochino contraddittorio tutto ciò? Così la natura si vendica e l’uomo soccombe!!!!!

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork franco travaglino ha detto:

      Non dica idiozie, manca solo dire che l’epidemia è un flagello di Dio. Se ne torni nel medioevo.

      1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Ventura lorenzo ha detto:

        Perché accentuate le carenze del sistema sanitario nazionale negli ultimi anni? Le risposte possono essere tante e tutte plausibili. Ma quale è stato il minimo comune denominatore? Credo che una volta individuato si debba partire da lì per cercare di cambiare pagina. Dico la mia…tutto è iniziato con la aziendalizzazione della sanità che se da una parte comporta benefici dall altra riduce all essenziale in termini econominicistici le prestazioni sanitarie e le risorse umane. Questo nei paesi occidentali. Il problema è attualmente è emerso ma quando la politica ha bloccato le assunzioni nel comparto sanitario, aprendo uno scenario futuro facilmente ipotizzabile da chi aveva un minimo di cognizione, nessuno ha protestato né le regioni né meno che meno i direttori generali e sanitari ma soprattutto nemmeno la classe medica e quella infermieristica. Abbiamo tutti delle colpe. Spero che questa epidemia faccia cambiare l’ottica della visione prospettica della sanità senza per questo trascurare organizzazzione sostenibilita appropriatezza e soprattutto le emergenze globali sanitarie che come diceva Vico periodicamente si ripeteranno in un mondo globalizzato

        1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Michele polini ha detto:

          Il problema è che fino al 21/02 se ne sono ampiamente fregati, il problema era dei cinesi in Cina.
          In uno stato del 3 mondo già da dicembre si organizzava l’eventuale emergenza e si proteggevano e attrezzavano la prima barriera : i mmg.
          Nello stato da 4 mondo siamo conciati così. Organizzazione alla c….. di cane!

  31. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Salvatore Pansera ha detto:

    Governati da un manipolo di pazzi che non hanno la minima idea di cosa significhi governare un paese e soprattutto di come gestire la sanità.

  32. Avatar for Radazione ClinicalNetwork LIDIA SANTORO ha detto:

    in questo momento cerchiamo di essere costruttivi collaborativi responsabili di tenere alta l’allerta ma senza panico …tutti siamo a rischio di essere contagiati…. il caso serva da lezione… il SSN va potenziato migliorato con un buon uso delle risorse che va controllato capillarmente
    facendo emergere la meritocrazia e competenza il SSN non va smantellato…le decisioni devono essere prese con COMPETENZA e possibilmente esperienza sul campo…

  33. Avatar for Radazione ClinicalNetwork frangiovi ha detto:

    E’ vero la storia dell’umanità è intercalata da epidemie che ne hanno spesso decimato le popolazioni ma la differenza è che oggi le conoscenze scientifiche e le tecnologie dovrebbero metterci in grado di contenerne almeno l’impatto grazie al nostro sistema sanitario. Ma la domanda è come può un sistema sanitario come quello italiano , che già nella routine ha enormi difficoltà, reggere ed ammortizzare un stress del genere ?
    Ebbene ritengo che la responsabilità è delle nostre amministrazioni politiche e prima ancora di noi Italiani che le abbiamo autorizzate a condurre politiche non volte al bene del paese e della comunità ma a difendere interessi personali e di parte. In breve da decenni piuttosto che fare una seria lotta alla evasione fiscale si preferisce tagliare risorse alla scuola,alla sicurezza,alle infrastrutture ed anche alla sanità mettendo in difficoltà una gran parte di lavoratori onesti a favore di una minore ma insostenibile quota di ladri. Si di ladri perché chi evade le tasse in modo sistematico ed organizzato non è altro che un ladro e se ora soffre del disagio di questa epidemia è l’unico che se lo merita insieme a tutte le amministrazioni politiche degli ultimi settanta anni più motivate a conservare la poltrona e quindi il consenso che non a collaborare all’interesse di un paese come il nostro dalle inconcepibili potenzialità ma preda dell’incapacità e della malafede di gran parte di noi Italiani. Politici inetti ,ignoranti spesso dal dubbio QI oltre che dalla scarsa preparazione, assolutamente non all’altezza e non motivati a combattere le mafie,a tutelare l’ambiente a contrastare l’evasione fiscale che è il vero cancro della nostro sistema sociale. Peccato ed ora tutti soffriranno per l’avidità e la stoltezza dei soliti furbi ….per non dire ladri! Onore agli Italiani onesti ,quelli che pagano le tasse e che magari ora vedono le loro attività travolte da questo tsunami,auguri ed in bocca al lupo. Chi sa che domani ,dopo la tempesta, qualcosa possa cambiare!

  34. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Schettino Giuliano ha detto:

    Sono infettivologo e sono d’accordo. Il mio reparto a Casale Monferrato è stato chiuso per il decreto Balduzzi. Reparto di alto isolamento con dieci camere per due letti a pressione negativa. Attualmente non è stato riattivato per questa emergenza. A Voi i commenti

  35. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Maria ha detto:

    La chiusura di ospedali e di posti letto vergognosa e cieca e il taglio del personale medico e la disencitivazione a studiare medicina hanno creato carenze gravissime che non hanno tenuto conto delle situazioni di aumento della domanda.
    Hanno bloccato l’Italia perché non ci sono strutture adeguate senza capire che così è peggio.

  36. Avatar for Radazione ClinicalNetwork Massimo ha detto:

    La scarsa coesione sociale, la mancanza di una identità nazionale, ma soprattutto l’approssimazione nella diffusione dei dati, in particolar modo da parte dei media, interessati solo al risultato in termini di visibilità, rende il quadro di una situazione non definito nella sua più o meno specifica gravità. Molto impegnativa dal punto di vista sanitario, se divulgata con sobrietà e trasparenza, sarebbe stata affrontata con minore angoscia da parte di tutti, addetti e non addetti. La speranza è che la testa prevalga sulla pancia…

  37. Avatar for Radazione ClinicalNetwork VALERIA NAVARRETTA ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo
    La Sanità non può viaggiare sul filo del rasoio con medici e strutture”ai limiti”
    L’imprevisto va sempre calcolato soprattutto in tempi di vera globalizzazione

  38. Condivido questa riflessione in una ridda mediatica di personalità politiche che dicono contraddicono sopradicono nel mentre i numeri si gonfiano e gli epidemiologici (cui secondo me spetterebbe la parola quanto meno per motivi prognostici!) rimangono incantucciati e silenti.

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork gianfranco cucchi ha detto:

      La regionalizzazione del sistema sanitario con difformi criteri di interventi e di gestione dimostra tutta l’inadeguatezza in questa grave emergenza. Dai dati diffusi l’11 marzo in Lombardia vi sono 7280 contagiati con 617 decessi pari all’8,47% e con 25629 tamponi esguiti 3,5 per contagiato. In Veneto 1023 contagiati con 23 decessi pari al 2,835 con 21440 tamponi eseguiti pari 20,91 tamponi x contagiato. In Lombardia per esperienza personale sui miei pz viene eseguito il tampone solo se febbre e dispnea con tosse che rappresenta circa il 15 % della popolazione nelresto 85 % con sintomi minori coin febbre ( ed in un caso con severa leucopenia) non viene eseguito il tampone per cui qs pz che sono la maggioranza non sono screenati .

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