Pubblicato il: 7 Apr 2020

Immunoterapia passiva dietro l’angolo nella lotta a SARS-CoV-2

Nella ricerca di strategie terapeutiche efficaci contro  l’infezione da SARS-CoV-2 l’attenzione  è focalizzata non solo su tutta una serie di farmaci antivirali e a target molecolare ma anche sull’utilizzo di immunoterapia passiva, cioè l’impiego del plasma dei pazienti convalescenti, opportunamente trattato per inattivare i patogeni e di immunoglobuline estratte dal plasma di persone guarite ed immuni al virus, prodotte a livello industriale. Su questa metodica terapeutica si stanno concentrando gli sforzi di alcune case farmaceutiche tra cui in particolare Kedrion Biopharma. 

“Nel passato sono state numerose le patologie che hanno beneficiato di questo tipo di trattamento – dichiara il dott. Alessandro Gringeri, Chief Medical and R&D Officer di Kedrion Biopharma. “La probabilità di efficacia è molto elevata, vicina al 90-95%. Ciò ci ha spinti a concentrare risorse e investimenti per disporre nell’arco di 3-6 mesi di un concentrato di immunoglobuline iperimmuni con alto contenuto di anticorpi specifici neutralizzanti il SARS-CoV-2, in grado di contrastare la malattia in casi sintomatici gravi e – in futuro – di bloccare l’evoluzione della sintomatologia sia nei pazienti già ospedalizzati con Covid-19 sia nei soggetti a maggiore rischio”.

“Come Kedrion – ha concluso Gringeri – ci siamo subito attivati consapevoli che il plasma è un materiale biologico prezioso, le cui proprietà biochimiche e i cui usi terapeutici sono in larga misura inesplorati, il suo potenziale è quindi ancora enorme e siamo convinti possa essere di grande aiuto anche in questa occasione”.

La stessa terapia è stata utilizzata con successo per migliorare il tasso di sopravvivenza dei pazienti con sindromi respiratorie acute ugualmente gravi dovute ad altri coronavirus, quali SARS e MERS, e per ridurne la degenza ospedaliera.

In attesa dell’avvio della produzione industriale sono molto positivi i risultati registrati dalla somministrazione di plasma iperimmune da convalescente a pazienti con COVID-19 in condizioni critiche effettuato da alcuni centri in Lombardia. In questi casi Kedrion Biopharma ha fornito e installato a tempo di record dispositivi capaci di trattare il plasma da soggetti COVID-19 convalescenti, inattivandolo viralmente in modo da poterlo infondere in sicurezza in pazienti in condizioni critiche. I centri trasfusionali di Mantova, Padova e Pisa hanno ricevuto gratuitamente la strumentazione per questa procedura, unitamente ai kit utili alla preparazione di circa 3.200 unità di plasma convalescente. I centri che hanno già a disposizione le macchine si stanno dotando dei kit necessari per l’inattivazione virale del plasma. Un protocollo clinico-sperimentale è stato già sviluppato dal Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Matteo di Pavia in collaborazione con altre strutture come quelle di Lodi e Mantova, e dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova. Questo plasma potrà essere utilizzato nella gestione dei pazienti più critici.

Per aumentare la disponibilità di plasma da convalescente,  Kedrion Biopharma metterà a disposizione del Servizio Trasfusionale Italiano le proprie tecnologie per realizzare l’inattivazione virale e i test aggiuntivi richiesti, incluso il titolo degli anticorpi totali e neutralizzanti specifici.

Il procedimento potrà essere effettuato presso lo stabilimento produttivo di Sant’Antimo (Napoli), dove il plasma da pazienti Covid-19 convalescenti verrà analizzato per la presenza di virus trasmissibili con il sangue e trattato con solvente/detergente (S/D) per eliminare qualsiasi virus. In un prossimo futuro, con la disponibilità presso i Servizi Trasfusionali di test per titolazione di anticorpi anti-SARS-CoV-2, potrebbe essere utilizzato anche il plasma di donatori COVID-19 asintomatici e divenuti negativi alla PCR.


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