Pubblicato il: 12 Set 2019

Occhio secco, una “App” aiuta medici e pazienti

di Danilo Ruggeri

La malattia dell’occhio secco è una patologia complessa, con sintomi persistenti e fastidiosi che spesso può generare nel paziente la sensazione di non essere adeguatamente seguito dal proprio specialista. 

Per monitorare in remoto le condizioni soggettive del paziente affetto da questa patologia oculare e contribuire a migliorare l’aderenza alla terapia è nata ARIANNA Eye Care, la App gratuita multipiattaforma (disponibile su apple store e play store), promossa dal Registro Italiano dei pazienti con Disfunzione Lacrimale,  realizzata con il contributo educazionale e non vincolante di Thea Farma e presentata in un incontro stampa a Milano. Questa applicazione per smartphone chiede al paziente con occhio secco di esprimere una valutazione sullo stato della patologia di cui soffre e sulla persistenza nella terapia prescritta. Il paziente può registrare i sintomi e creare un bilancio delle sue condizioni giorno dopo giorno o con la cadenza prevista dal medico.  All’interno dell’applicazione sono stati implementati dei comodi riassunti visuali della sintomatologia in funzione del trattamento. Queste valutazioni sono trasmesse al medico oculista per permettergli di inquadrare al meglio la situazione clinica e ottimizzarne la gestione terapeutica. L’obiettivo di ARIANNA è quello di attivare un circuito virtuoso connettendo indirettamente l’oculista con il proprio paziente e confermando l’interesse del medico nei suoi confronti.

Nonostante negli ultimi anni stia aumentando, da parte di medici e pazienti, la consapevolezza che la disfunzione dell’occhio secco sia una vera e propria malattia cronica, oggi la presa in carico di questa patologia risulta ancora difficoltosa.  Il paziente, infatti, non sempre riesce a trovare nei medici una risposta immediata alla propria problematica, come confermano anche i risultati di una recente indagine conoscitiva, in cui circa il 62degli intervistati ha dichiarato di essersi rivolto ad almeno 2 specialisti per avere una soluzione soddisfacente.

La disfunzione dell’occhio secco è una condizione molto comune, che colpisce circa 1 persona su 3 nel mondo, soprattutto con l’avanzare dell’età, secondo i dati diffusi dalla Tear Film & Ocular Surface Society(TFOS), organismo che riunisce 150 scienziati, clinici e professionisti del settore provenienti da 23 Paesi.

I sintomi che caratterizzano questo disturbo sono diversi e vari– spiega il Prof. Pasquale Aragona, Professore Ordinario di Oftalmologia presso l’Università di Messina – per esempio bruciore e dolore agli occhi, secchezza, arrossamento, lacrimazione eccessiva, sensazione di corpo estraneo, visione offuscata, fotofobia, riduzione della capacità di lettura e di guida. Ciascuno di questi fattori può di per sé già limitare notevolmente la vita quotidiana di chi ne soffre: se si considera il fatto che spesso si verificano contemporaneamente, è facile capire come la situazione possa generare nei pazienti anche ansia e depressione, come emerso in alcuni studi internazionali sul tema“. 

Va sottolineato come anche nel caso dell’occhio secco, in analogia a quanto avviene in tutte le altra patologie croniche,  si possano verificare difficoltà di aderenza alla terapia. “La consapevolezza della cronicità della malattia e delle sue fluttuazioni con momenti di quiete clinica e periodi di riacutizzazione, è fondamentale per poter gestire nel modo più corretto ed efficace la problematica”, spiega la Dr.ssa Pierangela Rubino, Dirigente Medico specialista in oculistica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma. “Esistono infatti vari fattori di rischio, ai quali siamo più o meno esposti, che possono riacutizzare o peggiorare la sintomatologia da occhio secco – prosegue la specialista -. Per esempio l’aria condizionata, l’esposizione al sole, l’utilizzo di lenti a contatto, l’esposizione continuativa a tv, cellulare e pc sono tutti elementi di rischio di riacutizzazione della patologia precedentemente diagnosticata. Per questo motivo è importante un follow up continuativo“.

Data la mutevolezza della malattia nel tempo, anche la terapia dovrà essere dinamica e personalizzata: caratteristiche che dovranno essere ben spiegate dall’oculista. In questo contesto è quindi necessario che il paziente sia consapevole del fatto che la terapia debba essere modulata in funzione del quadro clinico manifestatosi nel tempo, con presidi ad azione multipla, efficaci nel lungo termine e in grado di modificare la storia naturale della patologia aggredendo il fattore fisiopatologico preponderante in quel momento. “Tra le soluzioni terapeutiche più efficaci oggi disponibili, rientrano i sostituti lacrimali ad azione multipla e, tra questi, quelli a base di Trealosio e acido ialuronico, che offrono ottimi risultati a lungo termine nella gestione della patologia, in associazione a terapie con cortisone, nel caso in cui i sintomi si aggravino“, precisa il prof. Aragona.

Il ruolo chiave giocato dal rapporto medico – paziente nel trattamento dell’occhio secco è il concetto che sta alla base dello sviluppo della APP Arianna Eye Care, la prima applicazione pensata per il paziente che soffre di questa patologia.  “L’obiettivo dell’applicazione è accompagnare il paziente nella gestione della malattia dell’occhio secco in modo più continuativo ed efficace“, spiega il Prof. Maurizio Rolando, Presidente del Registro Italiano dei pazienti con Disfunzione Lacrimale e Professore di Oftalmologia presso IsPre Oftalmica di Genova. “L’idea–prosegue l’oftalmologo–è infatti quella di fornire al paziente un apparato per segnalare che il medico è interessato a sapere come sta, una sorta di ‘confidente elettronico’ in contatto con il medico a cui segnalare il proprio stato, oltre che un sistema per registrare l’andamento della malattia nel tempo”.


2 commenti "Occhio secco, una “App” aiuta medici e pazienti"

  1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork silvia.majori@univr.it ha detto:

    scaricato l’App
    si può fare solo il login

    come ci si iscrive?

    1. Avatar for Radazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gentile utente, dall’home page di Clinical Network clicchi sulla voce menu “nuovo utente” e compili tutti i campi richiesti. In caso di ulteriori necessità non esiti a contattarci al n. 0236692890. Cordiali saluti. La segreteria di redazione

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