Pubblicato il: 18 Mag 2020

Scelta di un farmaco biologico per la psoriasi: meglio uno sprint o una maratona?

Nel trattamento della psoriasi è essenziale ottenere una risposta sia rapida che duratura nel tempo.

I dati disponibili suggeriscono che gli inibitori di IL-17A (ixekizumab e brodalumab) siano più rapidi nell’ottenere una risposta clinica rispetto agli altri agenti biologici e ai farmaci sistemici convenzionali. Nonostante la maggiore rapidità d’azione, una revisione sistematica pubblicata da Cochrane non ha osservato differenze sostanziali nell’efficacia clinica globale – misurata come PASI90 nelle prime 8-24 settimane si trattamento – tra infliximab, anti-IL-17, e anti-IL23.

La maggiore rapidità d’azione osservata per gli anti-IL-17A potrebbe dipendere sia dalla frequenza di somministrazione sia dalla loro azione diretta sulla citochina effettrice IL-17, che si differenzia dall’azione prossimale degli anti-IL-23, che bloccano la cascata infiammatoria che produce IL-17. Nonostante la lentezza in fase iniziale, si suppone quindi che gli anti-IL-23 potrebbero essere più efficaci nel lungo periodo, grazie all’effetto immunosoppressivo più ampio e all’influenza sulle cellule T della memoria.

I dati ad oggi disponibili sono tuttavia molto limitati e sarà essenziale raccogliere i risultati sia di studi clinici più lunghi sia dei registri di pratica clinica, per comprendere quali farmaci utilizzare nei diversi pazienti.


Fonte: Veysey E.Choosing a biologic for psoriasis: is it a sprint or a marathon? Br J Dermatol. 2020 Apr 13. doi: 10.1111/bjd.19038. [Epub ahead of print] No abstract available. 


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