Pubblicato il: 23 Mar 2020

Sopravvivenza del Sars-Cov2 sulle superfici, facciamo chiarezza

Danilo Ruggeri

Quanto permane il Sars-Cov2 sulle superfici? Una domanda che ha imperversato per settimane nei media a cui sono state date le più diverse risposte. Cerca di fare chiarezza su questo dibattuto tema un lavoro dei ricercatori di Hamilton, Montana (Stati Uniti) che hanno analizzando la capacità di sopravvivenza del nuovo coronavirus in diversi ambienti rappresentati da aerosol (<5 mm) e superfici composte da rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica.

I test sono stati condotti a temperatura ambiente di  21-23°C con umidità relativa del 40%, condizioni paragonabili  a quella delle abitazioni.

Sars-Cov2 si è dimostrato vitale negli aerosol, con una riduzione progressiva del titolo infettante da 103,25 a 102,7 TCID50 (50% della dose infettante il tessuto di coltura) osservata nel periodo di durata del test (3 ore), con una emivita mediana di 1,1 ore.

Il Sars-Cov2 si è dimostrato più stabile su plastica e acciaio che su cartone e rame, con tempi di decadimento della vitalità variabili

Sulla plastica la carica infettante di Sars-Cov2 aveva un tempo di dimezzamento di circa 6,8 ore e sull’acciaio di 5,6 ore.  Il un completo azzeramento dell’infettività era di 72 ore per la plastica e 48 ore per l’acciaio. 

Sul cartone il completo abbattimento dell’infettività è stato osservato dopo 24 ore con un tempo di dimezzamento della carica infettante < 5 ore mentre sul rame non è stata osservata alcuna traccia virale dopo 4 ore con un tempo di dimezzamento dell’infettività poco superiore a 1 ora. In figura 1 la durata di permanenza nei diversi mezzi studiati.

 

Figura 1. Titolo infettante di Sars-Cov2 nel tempo valutato nelle differenti superfici in condizioni ambientali a temperatura 21°C-23°C e umidità 40%.
In rosso Sars-Cov2; in blu Sars-Cov1.

Gli autori hanno analizzato contestualmente e nelle stesse condizioni sperimentali il comportamento di Sars-Cov1, trovando simili risultati. Questo aspetto sottolinea che le differenze nelle caratteristiche epidemiologiche di questi virus vanno ricercate probabilmente in altri fattori, come una elevata carica virale di Sars-Cov2 nelle alte vie respiratorie di pazienti anche asintomatici. Ciò spiegherebbe la capacità di diffusione estesa di questo virus che ha un elevato tasso di infettività (R0) compreso tra 2,5 e oltre 4 secondo alcune osservazioni. 

Bibliografia

van Doremalen N, Bushmaker T, Morris DH, et al. Aerosol and Surface Stability of SARS-CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1 N Engl J Med. 2020;10.1056/NEJMc2004973. doi:10.1056/NEJMc2004973


47 commenti "Sopravvivenza del Sars-Cov2 sulle superfici, facciamo chiarezza"

  1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork luisa lubrini ha detto:

    ringrazio per i lavoro pubblicato.
    rivolgo una domanda non inerente strettamente a questo lavoro, ma sempre inerente all’attuale pandemia:
    – nel nostro paese sono stati ricoverati anche pazienti di razza non caucasica (popolazione africana) Non ho notizie in merito.
    E’ possibile che queste persone possiedano meno recettori ace per motivi genetici e che quindi siano meno infettati dal coronrovirus che causa il covid-19?
    grazie

  2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Gjeline Kalori ha detto:

    Quanti giorni può vivere il CoV -2 nelle superficie? (Esempio sopra il comodino del paziente, sul campanellino/triangolo/telecomando del letto, sul davanzale della finestra, sugli indumenti, sopra le lenzuola/ coperte/copriletto.
    Un paziente asintomatico quante persone può contagiare? Per quanti giorni può continuare a trasmettere il contagio?

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.ma dr.ssa Lubrini,
      La ringrazio per il commento. Lei solleva una problematica estremamente interessante. E’ stato pubblicato un lavoro che ha condotto un’analisi genetica comparativa del recettore ACE2 in differenti popolazioni. Dall’analisi sembra che le popolazioni a maggiore suscettibilità siano quelle dell’estremo oriente e dell’Asia del sud in particolare. In tutte le altre polazioni si osserva una frequenza allelica delle varianti del gene che codifica per ACE2 abbastanza simile Le indico più sotto il link del lavoro originale che può consultare essendo open access. La ringrazio ancora per l’interesse.

      https://www.researchgate.net/publication/339463885_Comparative_genetic_analysis_of_the_novel_coronavirus_2019-nCoVSARS-CoV2_receptor_ACE2_in_different_populations/link/5e54771f299bf1bdb83927fd/download

    2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo utente,
      La ringrazio per la domanda. Quanto vive Cov-2 sulle superfici? Abbiamo visto da questo studio che plastica e acciaio sono gli ambienti più graditi al virus. Lo studio però non aveva preso in considerazioni altre superfici. Ci hanno pensato gli autori di un lavoro appena pubblicato su The Lancet che hanno valutato la sopravvivenza del nuovo coronavirus anche su legno e vestiti/tessuti. Secondo questo studio Sars-Cov2 non è più evidenziabile con carica infettiva sia sul legno lavorato sia sui vestito dopo 2 giorni. I ricercatori hanno visto che il virus sopravvive maggiormente su superfici lisce. Ad esempio sulla banconote o sul vetro non si ritrova più una carica virale infettante dopo 4 giorni. Ma i ricercatori hanno messo in luce un altro aspetto da tenere presente: sembra che il virus sia presente fino a 7 giorni sulla superficie esterna delle mascherine chirurgiche.
      In merito alla capacità di contagio del virus, bisogna rifarsi ai valori di R0 che però sono influenzati dalla quantità di persone che hanno già contratto il virus. Agli inizi della pandemia sono stati calcolati valori di R0 superiori tra 4 e 5 (ogni persona poteva cioè infettare tra le 4 e le 5 persone per volta). Oggi dai dati della Protezione Civile sembra che R0 sia intorno a 1. Bisogna insomma ancora tenere alta la guardia. Da lavori cinesi il virus si replica (viral shedding) in media per 20 giorni, ma può arrivare fino a quasi 40 giorni (per l’esattezza 37 giorni). Di seguito Le indico gli studi che ho citato. la ringrazio ancora per l’interesse dimostrato.
      https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S2666-5247%2820%2930003-3
      https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30566-3/fulltext

  3. Avatar for Redazione ClinicalNetwork DANIELA MEGALE ha detto:

    ottimo lavoro

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      La ringrazio molto dr.ssa Megale.
      un cordiale saluto

  4. Avatar for Redazione ClinicalNetwork luisa lubrini ha detto:

    perché viene suggerito raramente che le maniglie delle porte vanno ripetutamente sanificate? Sui mezzi di trasporto nessuno ha mai pensato di rilevare la carica batterica generale se queste ??Quanti soggetti si aggrappano alle maniglie dei treni e dei metro ‘?

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Concordo pienamente. I mezzi di trasporto vengono in realtà sanificati regolarmente. Tuttavia è sempre opportuno utilizzare dispositivi di protezione.
      Grazie per il commento.
      Un cordiale saluto

  5. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Francesco ha detto:

    e nei peli di animale? Non sto dicendo in circolo, ma nei peli ? Se possono sopravvivere qualche ora in superfici inerti come escludere che possano essere veicolati da pelo o piume di animali ?

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Donatela ha detto:

      Gli animali cane e gatto e galline ecc non trasmettono il Virus son le goccioline con naso e le vie aeree . Non i peli . Detto da una che lavora in ospedale.

  6. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Guido ha detto:

    Visto che per il momento non si esce da casa e l’unico motivo è fare la spesa, il lavoro non sopisce i dubbi riguardo al trattamento dei prodotti acquistati una volta portati a casa.

  7. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Alfredo Foca' ha detto:

    Per test di screening (non molecolari) ad oggi in uso per CoV19 è stata dichiarata una sensibilità credibile?

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Anna Maria Maggi ha detto:

      Buongiorno, vorrei sapere se il virus che x quanto riguarda il tempo resta attivo nel terreno di trasporto e dei tamponi di da analizzare e in laboratorio! grazie.

    2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Buona sera Guido,
      secondo alcuni esperti è opportuno disinfettare le confezioni prima di riporle in frigo e lasciare sul balcone per almeno un giorno le altre confezioni che non vanno tenute in fresco. Lo studio pubblicato è abbastanza in linea con queste raccomandazioni d’altra parte.
      Grazie per il commento.
      Un cordiale saluto.

    3. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. Focà, ottima domanda che sottende un preoccupante problema di salute pubblica. Per quanto riguarda i cosiddetti test rapidi (gli unici effettivamente utilizzabili per finalità di screening) sono molti i candidati: il problema sono la sensibilità e la specificità. Si stanno conducendo analisi in tal senso, ma al momento non abbiamo purtroppo ancora una risposta univoca. Ma non c’è dubbio che questo rappresenterà un problema con cui bisognerà confrontarsi ragionando anche in termini di ripartenza delle attività del Paese.
      Cordialità

  8. Avatar for Redazione ClinicalNetwork orio zita mirella ha detto:

    gradirei sapere quanto resiste sui tessuti.

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork M Tiede ha detto:

      Come letto altrove sembra che il virus mantenga il suo.potere infettivo meglio se umido. Credo sia lecito paragonare il tessuto alla carta come tempo di dimezzamento perché entrambi hanno un buon potere assorbente.

    2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.ma dottoressa, la risposta la trova in un commento più recente.
      La ringrazio molto.
      Un cordiale saluto

  9. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Roberto ha detto:

    Se trattiamo la plastica o altri prodotti nel microonde il virus si dovrebbe abbattere

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Roberto,
      da un recente lavoro su The Lancet sembra che il virus si inattivi completamente a 70°C.
      Di seguito il link al lavoro originale:
      https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S2666-5247%2820%2930003-3

      la ringrazio e la saluto cordialmente.

  10. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Paolo Brusini ha detto:

    Ci sono informazioni attendibili sull’impiego del calore per l’inattivazione del coronavirus?
    Se è vero che non resiste a temperature superiori ai 65°, come ho letto, non si potrebbe utilizzarlo per sterilizzare le mascherine (le FFP2 hanno una durata di sole 3 ore)? Inoltre, non si potrebbero ipotizzare metodi di ipertermia (tipo sauna) per fermare la replicazione virale ai primi segni di infezione? Grazie.

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. Brusini,
      un recentissimo lavoro su The Lancet risponde in parte alle Sue interessantissime domande.
      Di seguito il link:
      https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S2666-5247%2820%2930003-3

      La ringrazio molto.
      Un cordiale saluto

  11. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Giuseppe Schiavone ha detto:

    Utilissimo articolo:in pratica basta lavarsi le mani prima di mangiare o di toccarsi occhi o bocca e il problema dovrebbe essere risolto per ciò che riguarda il contagio attraverso le superfici. Più complesso il contagio tramite goccioline e soprattutto tramite asintomatici:quindi non sarebbe vero che la trasmissione avverrebbe sopratutto da pazienti con sintomi?vista la alta concentrazione del virus anche nelle vie respiratorie degli asintomatici

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Roberto Allamprese ha detto:

      Se la temperatura non fosse di 23 gradi ma maggiore o minore, e se cambiasse anche il tasso di umidità; cosa succederebbe?

    2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Grazie dr. Schiavone per il commento.
      Sembrerebbe proprio come dice Lei. La contagiosità di questo virus sembra essere la sua arma più efficace. Come giustamente sottolinea, è sempre opportuno lavarsi/disinfettarsi le mani quando si toccano superfici come ad esempio all’interno di ascensori, ambiente che viste le ridotte dimensioni sembra particolarmente propizio a una permanenza del virus.
      Un cordiale saluto

  12. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Diego Ratti ha detto:

    Ho notato che il “legno” non è compreso. Essendo noto però che il legno è un ambiente “ostile” ai microrganismi in genere, sarebbe interessante sapere se è efficace anche per il Covid.

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. Ratti,
      da un recentissimo lavoro sembrerebbe che il Sars-Cov2 resista 2 giorni su superfici di legno.
      Ecco il link del lavoro:
      https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(20)30003-3/fulltext

      Un cordiale saluto

  13. Avatar for Redazione ClinicalNetwork STEFANO ha detto:

    sarebbe stato utile uno studio relativo alla sopravvivenza sui tessuti dei vestiti

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Grazie Stefano per il commento.
      La risposta la trova in questo lavoro appena pubblicato
      https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(20)30003-3/fulltext

      Sui vestiti e sui tessuti secondo gli autori Sars-Cov2 durerebbe 2 giorni.

      Un cordiale saluto

  14. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Gerardo Breglia ha detto:

    Molto riduttivo come studio indicativo ! Non tiene conto ,giustamente, come osservava qualcuno delle infinite materie e sostanze con cui veniamo a contatto nella nostra pratica quotidiana. La moneta, ad esempio, di carta o di metallo costituisce un mezzo di contagio ? Credo di si. Le scarpe ? Anche. E vi sono altre infinite cose. In sostanza l’unica garanzia è lavarsi le mani un centinaio di volte e più durante la giornata e poi……..sperare che ci vada bene !

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo dr. Breglia concordo pienamente con le Sue affermazioni. Le segnalo che è appena uscito un lavoro che risponde a buona parte delle Sue domande.
      Ecco il link:
      https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(20)30003-3/fulltext

      Cordialità

  15. Avatar for Redazione ClinicalNetwork enzo corso ha detto:

    ..siamo circondati dalla plastica… Sarebbe utile anche conoscere la vitalità del virus anche rispetto a diverse temperatura e all’irraggiamento solare.

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. Corso, La ringrazio per il commento: In merito a quanto chiede Le segnalo il seguente studio:
      “Temperature, Humidity and Latitude Analysis to Predict Potential Spread and Seasonality for COVID-19” che può consultare a questo URL: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3550308.
      Un cordiale saluto

  16. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Mario De Marco ha detto:

    Molto interessante e utile e soprattutto, non condizionato da nessuna azienda farmaceutica.

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. De Marco,
      La ringrazio per il commento.

  17. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Aldo Toselli ha detto:

    per fare uno studio così limitato potevano anche fare test su altri materiali tipo i tessuti dei vestiti o sul sedili del treno e in diverse condizioni di temperatura e umidità

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Patrizia ha detto:

      Se sottopongo a trattamento con raggi ultravioletti le mascherine di protezione possono essere rigenerate o devono essere comunque buttate dopo poche ore di utilizzo?

      1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Fedele ha detto:

        Mi associo a questa domanda, vista la attuale carenza di mascherine. Per esempio, le mascherine di potrebbero rigenerare nel forno a microonde?

        1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Antonio Leonardo Falanga ha detto:

          Esiste un protocollo per igienizzare le mascherine dello Stabilimento chimico Farmaceutico Militare.
          Non so come postartelo però….

    2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. Toselli,
      ha perfettamente ragione: uno studio che estenda le analisi ad altre superfici sarebbe utile. In merito a temperatura e umidità Le segnalo il seguente lavoro:
      https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3550308.
      Cordialità

  18. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Tommaso Fontana ha detto:

    mi pare ben fatto e fruibile con otiima comprensione

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.mo Dr. Fontana,
      La ringrazio per il commento.
      Cordiali saluti

  19. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Santina Salamone ha detto:

    Quanto tempo il virus sopravvive nelle mucose del soggetto asintomatico ??? cioè per quanto tempo Egli potrebbe essere infettante qualora si potesse ipotizzare il giorno di contagio???? grazie

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      Gent.ma Dr.ssa Salamone, La ringrazio per il commento. La Sua domanda è molto interessante.
      Le suggerisco questo lavoro che ha valutato il tempo di eliminazione virale nei pazienti ricoverati a Wuhan.
      Clinical course and risk factors for mortality of adult inpatients with COVID-19 in Wuhan, China: a retrospective cohort study
      https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30566-3/fulltext

  20. Avatar for Redazione ClinicalNetwork marco falcidieno ha detto:

    Chiaro, semplice, efficace, molto utile.

    1. Avatar for Redazione ClinicalNetwork admin_cbit ha detto:

      gent.mo Dr. Falcidieno,
      La ringrazio molto per il commento.

    2. Avatar for Redazione ClinicalNetwork Gianfranco ha detto:

      Ozono come disinfettante le mascherine?

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