Pubblicato il: 22 Mag 2019

Un nuovo editore scientifico

di Danilo Ruggeri, Direttore responsabile

Un nuovo editore scientifico? Ma con la pletora di riviste e di editori o publisher – per dirla in modo più internazionale – presenti nel settore bio-medicale, c’è bisogno di un altro giocatore in questa scacchiera già affollata? A nostro avviso la risposta è sì. Per molti motivi.

innanzitutto perché la conoscenza in ambito medico corre veloce. Se nel 1950 le informazioni mediche raddoppiavano ogni 50 anni e nel 1980 ogni 7 anni, nel 2020 la mole di nozioni in medicina raddoppierà ogni 72 giorni. 

C’è bisogno quindi di diffondere nella maniera più capillare e corretta possibile l’informazione scientifica. E il web e la digital communication in generale rappresentano oggi sia il canale di aggiornamento professionale preferito dai clinici sia lo strumento più in linea con la necessità di diffusione in tempo reale delle conoscenze. Una recente indagine di GFK Eurisko ha al proposito rilevato che il 93% dei medici accede ad internet tutti i giorni per cercare informazioni riguardo la propria professione. 

Di questi, il 100% accede da PC, l’88% da smartphone e il 60% da tablet. 

Sono 8 le ore alla settimana dedicate in media alla navigazione in rete a scopi professionali.

Informazioni sui farmaci, approfondimenti sulle patologie e linee guida diagnostico-terapeutiche sono i bisogni informativi più citati dai medici, generalisti e specialisti. E’ utile quindi offrire nuove possibilità di aggiornamento con tecnologie up-to-dated.

– Sì perché la domanda di salute della collettività è in crescita dato che l’invecchiamento della popolazione generale comporta un continuo aumento della prevalenza di malattie croniche non trasmissibili:  un italiano su tre oggi soffre di almeno una cronicità.

Bisogna considerare che tra il 2000 e il 2014 l’aspettativa media di vita degli italiani è passata da 79,8 a 83,2 anni, con un aumento di 3,4 anni. L’European Health Report indica che l’aspettativa di vita alla nascita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi dell’Unione europea e due terzi della popolazione in Italia gode di buona salute. C’è un però: l’età media di manifestazione delle malattie croniche è scesa da 56,5 a 53,5 anni e di fatto si è aperta una forbice di 6,4 anni “vissuti male”.  Le malattie croniche dunque non sono appannaggio solo della terza età. Inoltre queste patologie rappresentano circa l’85%  dei costi sanitari e provocano circa l’86% dei morti. Negli ultimi 5 anni di vita di una persona si consumano più risorse economiche che in tutto l’arco di vita precedente.  È quindi fondamentale operare interventi di cura che risultino efficaci ed efficienti, ma per centrare questo obiettivo è indispensabile la conoscenza. 

– Sì perché l’attività clinica basata sulle evidenze inizia a manifestare tutti suoi limiti. Gli studi clinici randomizzati e controllati (RCT) documentano in una popolazione selezionata la superiorità di un principio attivo rispetto al placebo o la sua non inferiorità ma una migliore sicurezza rispetto a un farmaco di riferimento nella terapia di una condizione patologica. Non ci dicono tuttavia come comportarci di fronte a un paziente che oltre a quella condizione patologica ha altre malattie per le quali sta assumendo altre terapie. Gli RCT non ci offrono in sostanza informazioni chiare in un contesto di vita reale. Come si legge nel Piano Nazionale delle Cronicità, “Risulta fondamentale integrare le linee guida basate sull’evidenza con le attività cliniche quotidiane”.  Va recuperata quella “clinica osservazionale” che sulla base del ragionamento clinico permette di prendere decisioni diagnostiche e terapeutiche più in linea con le esigenze della persona malata che abbiamo davanti. Che non significa curare la malattia. E per questo è fondamentale avere un adeguato bagaglio di conoscenze. 

Clinical Network vuole contribuire a diffondere le conoscenze mediche declinandole in modo da agevolare la pratica clinica, più che ingrossare le fila di un nozionismo impersonale, poco utile.  Per questo è stato deciso di creare un portale che mira a diventare un punto di riferimento per l’attività medica quotidiana offrendo, attraverso le riviste Clinical Practice, Clinical Review e Clinical Bit,  tipologie di contenuti che intendono rispondere ai concreti bisogni conoscitivi della classe medica.  

Clinical Practice è una rivista online open access che ha la mission di presentare casi clinici, Expert Opinion Documents e situazioni di real life incontrate nella pratica clinica quotidiana nelle diverse specialità mediche. L’obiettivo ultimo è quello di favorire una discussione verticale intraspecialistica e trasversale multidisciplinare Practice Based, volta a chiarire le numerose aree grigie in Medicina che le linee guida lasciano inevitabilmente non definite. 

Una sezione specifica online è dedicata a casi clinici interattivi sviluppati con una piattaforma innovativa e presentati secondo una modalità user-friendly particolarmente efficace per mettere alla prova le proprie conoscenze e migliorare il proprio bagaglio di conoscenze mediche.

Clinical Review è una rivista online open access che offre la possibilità di consultazione di review narrative e sistematiche, di metanalisi, di Position Paper e Consensus paper nei diversi ambiti specialistici. 

L’obiettivo è la focalizzazione e puntualizzazione delle conoscenze su ambiti specifici della conoscenza biomedica per una più agevole aggiornamento della propria expertise clinica.

Clinical Bit è una rivista online open access che esplora il mondo della digital health e della artificial intelligence in medicina.

Le innovazioni digitali stanno rivoluzionando l’ambito medico, sia in termini diagnostici sia terapeutici, offrendo soluzioni impensabili fino a pochissimi anni fa. Clinical Bit vuole essere un’agorà per presentare le innovazioni e discuterne le ricadute nella pratica medica e sulla salute dei propri assistiti.

Clinical Network offre inoltre una serie di servizi dai webinar, a eventi in live-streaming, ai corsi FAD, ai congress report, alle video-interviste, alle survey che completano l’offerta di comunicazione e informazione per l’utente.

In un’ottica di partecipazione al processo di produzione e diffusione delle nozioni mediche, Clinical Network mette a disposizione le pagine delle sue riviste ai clinici che vogliano contribuire alla ricchezza dei contenuti, con casi clinici, review, documenti di consenso, position paper, expert opinion paper, analisi delle ricadute sulla professione medica e sulla salute dei pazienti derivanti dal mondo dell’intelligenza artificiale e della tecnologia in medicina. 

 L’esigenza comunicativa è parte integrante della vita di ogni “animale sociale”, come ci ha definiti Aristotele, poiché nel comunicare è implicita la compartecipazione e la condivisione delle conoscenze.


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