Pubblicato il: 14 Gen 2021

Trasmissione di SARS-CoV-2 concentrare gli sforzi sui soggetti asintomatici

Danilo Ruggeri

La trasmissione del SARS-CoV-2 da individui asintomatici rappresenterebbe più della metà di tutti i casi di trasmissioni dell’infezione, secondo un modello analitico decisionale basato su scenari multipli di periodi idi infettività. 

Lo evidenzia su JAMA Network Open una Original Investigation coordinata da Jay C. Butler, Office of the Deputy Director for Infectious Diseases, US Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, Georgia.

Il controllo ottimale di Covid-19 dipende, secondo gli autori, dall’allocazione mirata delle risorse e da una comunicazione sanitaria che promuovano le misure di mitigazione con le maggiori probabilità di prevenzione della trasmissione. L’importanza relativa delle misure di mitigazione che impediscono la trasmissione da persone senza sintomi è stata, tuttavia, messa in discussione. Determinare quindi il valore percentuale di trasmissione di SARS-CoV-2 da persone asintomatiche è fondamentale per dare priorità alle pratiche e alle politiche di controllo.

Trasmissione del virus in assenza di sintomi 

La trasmissione da parte di persone infette ma prive di sintomi può derivare da 2 diversi stati di infezione: individui presintomatici (che sono infettivi prima di sviluppare i sintomi) e individui che non presentano mai sintomi (infezioni asintomatiche, o mai sintomatiche). I dati epidemiologici dall’inizio della pandemia hanno, infatti, suggerito la possibilità di trasmissione presintomatica e studi di laboratorio hanno confermato che i livelli di RNA virale nelle secrezioni respiratorie erano già alti al momento dell’insorgenza dei sintomi. D’altra parte, gli studi sui contatti familiari indicano il verificarsi di infezioni asintomatiche o lievemente sintomatiche e gli esami di laboratorio e i dati epidemiologici suggeriscono che gli individui mai sintomatici possono avere la stessa probabilità dei soggetti sintomatici di trasmettere SARS-CoV-2 ad altri. 

La metodologia applicata 

Gli autori hanno definito un modello per valutare la proporzione di trasmissione da individui mai sintomatici, presintomatici (cioè infettivi prima dell’insorgenza dei sintomi) e sintomatici in una serie di scenari in cui abbiamo variato la tempistica del periodo infettivo per valutare i differenti contributi della trasmissione presintomatica e la proporzione di trasmissione da individui che non sviluppano mai sintomi (cioè che rimangono asintomatici). 

Per tutte le stime sono stati utilizzati i dati di una meta-analisi di 8 studi cinesi da cui è emerso un periodo di incubazione di 5 giorni in media (con un’oscillazione inclusa nel modello di ± 2 giorni), con il 95% degli individui sintomatici che sviluppavano sintomi entro il giorno 12. Per approssimare una distribuzione del periodo infettivo, è stato ipotizzato che il picco di infettività si verifichi in media nello stesso momento del periodo di incubazione mediano, in modo tale che l’infezione inizi prima dell’insorgenza dei sintomi. La durata del periodo infettivo è stata considerata approssimativamente di 10 giorni (ovvero, il 98% della trasmissione avviene entro un periodo di 10 giorni).

Resta un’incertezza sulla percentuale di soggetti con infezione che non sviluppano mai sintomi e sul relativo contributo di queste infezioni alla trasmissione del virus. Le stime della popolazione di soggetti infetti che non sviluppano una sintomatologia sono discordanti spaziando da poche unità percentuali a oltre il 50% e molte presentano dei bias legati alle caratteristiche della popolazione esaminata (come età e prevalenza di comorbilità) e la durata del periodo di follow-up. Nell’analisi di Butler e coautori è stato scelto il 30% come valore percentuale basale di soggetti con infezione che non sviluppano mai sintomi. E’ stato anche ipotizzato che gli asintomatici abbiano un tasso di infettività pari in media al 75% rispetto a quelli con infezioni sintomatiche.

I risultati del modello

In base alle congetture di partenza, il modello previsionale ha indicato che circa il 59% di tutte le infezioni sarebbe trasmesso da soggetti senza sintomi: il 35% da individui presintomatici e il 24% da individui che non sono mai sintomatici. Poiché ogni componente del modello è frutto di ipotesi, per quanto basate sui dati clinici ed epidemiologici disponibili, gli autori hanno descritto scenari differenti, valutato diversi tempi del picco di infettività in relazione all’insorgenza della malattia e diverse proporzioni di trasmissione da individui che non hanno mai avuto sintomi. 

Mantenendo un valore di 24% della trasmissione da soggetti mai sintomatici, ma spostando il picco di infettività 1 giorno prima (al giorno 4) rispetto alla media, la trasmissione presintomatica aumenterebbe al 43% e la trasmissione complessiva da soggetti senza sintomi arriverebbe al 67%. Un picco di infettività più tardivo (cioè al giorno 6) ridurrebbe la trasmissione presintomatica al 27% e la trasmissione in assenza di sintomi al 51%.

Mantenendo costante il giorno del picco di infettività al giorno 5 e diminuendo la percentuale di trasmissione da individui che non sono mai sintomatici al 10% con un’infettività relativa del 75% (ipotesi di base), la proporzione di tutte le trasmissioni da coloro che non sono mai sintomatici diminuirebbe all’8%, la trasmissione presintomatica aumenterebbe al 42% e la trasmissione asintomatica complessiva rappresenterebbe quindi il 50% dei casi di trasmissione. Se invece la percentuale dei soggetti mai sintomatici fosse del 30% e la loro infettività relativa fosse del 100% (tasso di trasmissione quindi del 30%), la trasmissione presintomatica sarebbe del 32% e la trasmissione asintomatica combinata rappresenterebbe il 62% di tutti i casi di trasmissione.

Conclusioni

“In questa gamma ampia di scenari, la maggior parte delle ipotesi combinate di tempistica del picco di contagio e trasmissione da soggetti mai sintomatici indica che almeno il 50% delle nuove infezioni SARS-CoV-2 proverrebbe da individui senza sintomi al momento della trasmissione”, sottolinea Butler. “Poter definire una percentuale complessiva di trasmissione virale da individui presintomatici e mai sintomatici è fondamentale per attuare misure di mitigazione volte al controllo della diffusione di SARS-CoV-2, misure che non possono fare affidamento esclusivamente sull’identificazione e sull’isolamento dei casi sintomatici”, conclude il ricercatore. 

KEY POINTS

Quesito – Quale proporzione di diffusione di Covid-19 è associata alla trasmissione del SARS-CoV-2 da persone senza sintomi?
 
Riscontri – Secondo il modello analitico decisionale che ha valuta più scenari per i periodi di infettività infettivo e la proporzione di trasmissione virale da individui senza sintomi di Covid-19, oltre la metà dei casi di infezione sarebbe trasmessa da soggetti asintomatici.
 
Significato – I risultati di questo studio suggeriscono che l’identificazione e l’isolamento solo dei soggetti sintomatici per Covid-19 non permette di controllare la diffusione in corso di SARS-CoV-2.

Bibliografia

Butler JC et al. SARS-CoV-2 Transmission From People Without COVID-19 Symptoms. JAMA Network Open. 2021;4(1):e2035057. doi:10.1001/jamanetworkopen.2020.35057


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